|
E-learning: interattività, tecnologia e
contenuti
Strano ma vero: nonostante la contrazione del
mercato, l'E-learning tiene bene.
L'E-learning, in un mercato in fase di arresto, di
pochi investimenti e di "immobilismo" dà segnali
positivi e di sicuro interesse economico. Queste le conclusioni
di autorevoli indagini (in Italia ed in Europa).
Questa "tenuta" presumibilmente favorita
dalla capacità di formare abbassando i costi, crediamo stia
alla base dell'interessante trend positivo, ma non solo. Vi sono
anche altre ragioni che hanno contribuito all'ascesa dell'E-learning
in Europa ed anche in Italia: negli Stati Uniti, grazie alla più
ampia penetrazione delle tecnologie, il mercato resta vivace. In
Europa, dove lo sviluppo è più lento, si registrano
invece interessanti segnali grazie soprattutto al programma di sviluppo
dell'E-learning, promosso dalla Commissione Europea che ha stanziato
fino ad oggi 300 milioni di euro.
Da queste prime riflessioni, risulta evidente che
se in Europa, ed ancor di più in Italia, aumenterà
l'utilizzo del PC, del multimediale, delle tecnologie, maggiore
sarà la necessità della formazione in modalità
E-learning .
Inoltre, in un mercato in rapida evoluzione, con modelli
di business evolutivi, legati allo sviluppo di Internet, questa
necessità, sarà ancora più necessaria, perché
per gestire con il nuovo approccio sarà necessario riqualificare
continuamente la propria professionalità. Un'urgenza che
le aziende italiane hanno imparato a conoscere, perché nell'ultimo
anno tutte, in misura più o meno rilevante, hanno dovuto
affrontare il fenomeno dello Skill shortage, il superamento della
domanda di personale qualificato rispetto alla relativa offerta
nel settore dell'ICT.
Alcuni dati:
Lo scorso anno meno del 10% dei cittadini europei in età
lavorativa ha preso parte ad una sessione di formazione. Tale percentuale
è chiaramente insufficiente per essere parte integrante di
una società in cui le conoscenze e le qualifiche divengono
obsolete, in modo sempre più rapido.
Nel 1999 in Italia uno skill shortage complessivo
di 69 mila risorse professionali ha determinato un mancato mercato
It di oltre 7 mila miliardi di vecchie lire (corrispondente allo
0,4% del pil).
Nel 2001, lo skill shortage ha raggiunto la percentuale dello 0,8%
del pil.
Una ulteriore conseguenza dello skill shortage potrebbe
essere l'aumento del costo del lavoro ed una conseguente contrazione
del business e delle possibilità di sviluppo del settore.
Tutti questi numeri ed indagini dimostrano ed
evidenziano un aspetto fondamentale per la crescita dei lavoratori
e delle aziende: l'urgenza e la necessità di una formazione
più adeguata e più frequente. Una formazione non soltanto
in grado di formare i professionisti della nuova economia, ma anche
tesa a fornire alle professioni tradizionali le competenze imposte
dai cambiamenti tecnologici.
Scarica
la brochure sulla Practice Simulation
|