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La Qualità nelle Strutture
sociosanitarie: L’errore evitabile
Molta osservazione e poco ragionamento conducono
alla verità. Molto ragionamento e poca osservazione conducono
all'errore (A. Carrel - Premio Nobel per la Medicina, 1912)
Negli ultimi anni si è assistito ad un costante
aumento del contenzioso fra l’apparato sanitario ed i cittadini.
Ciò può essere ricollegato sostanzialmente a distorsioni
del rapporto uomo/sistema o paziente/medico.
Secondo il Tribunale per i Diritti del Malato (dati 2002), gli errori
in sanità sono riconducibili a diagnosi errate (interpretazione
errata di un test o indagini strumentali, ritardo di diagnosi, errore,
uso di test diagnostici non appropriate) e terapie errate (inadeguatezza
qualitativa dell’esecuzione del trattamento, violazione dei
protocolli, mancata o inadeguata valutazione, trattamento ritardato,
terapia inappropriata, dosaggio errato di un farmaco o suo uso inappropriato).
Inoltre, un elemento di non poco spessore indica che la conflittualità
fra paziente/utente e struttura sanitaria è data in misura
rilevante dall’assenza di un rapporto umano ottimale col medico
e dal suo comportamento scorretto dal punto di vista deontologico.
Questi dati, sebbene a prima vista tendano ad indicare
l’errore del singolo, in realtà, ad una lettura più
attenta rilevano che questo è solo l’ultimo di una
serie di eventi che coinvolgono l’intera struttura organizzativa.
Infatti, le analisi degli “eventi errore”
che si verificano nelle strutture sanitarie del nostro Paese mettono
in risalto una serie di avvenimenti comuni dati in primis dalla
ripetitività dell’errore sia per tipo che per area
specialistica (soprattutto Ortopedia e Traumatologia, Oncologia,
Ostetricia e Ginecologia, Chirurgia generale), dal verificarsi di
diagnosi tardive per sottovalutazione o mancato riconoscimento del
sintomo, dalla leggera prevalenza dei dati relativi agli errori
nei piccoli centri o nei reparti di Pronto Soccorso.
Da tutto ciò si può evincere che l’errore
può essere un evento evitabile e come tale preventivabile.
Lo stesso ministro Sirchia, di recente, ha dichiarato: “i
servizi sanitari italiani non operano in regime di qualità
e gli errori medici devono essere valutati secondo un sistema di
qualità”.
Per tali motivi ha proposto l’idea della certificazione UNI
EN ISO 9001:2000 per le strutture sanitarie.
Il metodo Gemini Europa per l’implementazione
della norma UNI EN ISO 9001:2000 può realizzare una serie
di soluzioni atte a migliorare le condizioni di sicurezza e gestione
dell’esercizio della pratica medica ed assistenziale:
- individuando e rispettando le necessità
del paziente/utente, con l’obiettivo di superare le Sue
aspettative;
- creando, all’interno dell’organizzazione,
una nuova cultura manageriale nella quale i responsabili di area
e funzione creino un ambiente interno nel quale tutto il personale
sia pienamente responsabilizzato e coinvolto nel perseguire gli
obiettivi prestabiliti attraverso la motivazione, la formazione
e l’informazione;
- gestendo le varie risorse ed attività come
un processo al fine di rendere evidente cosa fare, quando e come;
- acquisendo la capacità di individuare il
sistema dei processi e comprenderne le relative correlazioni quale
elemento condizionante della competitività dell’organizzazione;
- applicando il principio del miglioramento continuo
quale obiettivo permanente del sistema sanità attraverso
il costante monitoraggio e la registrazione delle attività
organizzative;
- basando le decisioni strutturali su analisi logiche
di dati ed informazioni attendibili;
- stabilendo un rapporto di reciproco beneficio con
tutti i fornitori del sistema al fine di migliorare l’abilità
di questi ultimi a creare valore.
Gemini Europa mette a disposizione (delle Aziende
interessate) la propria esperienza affinché verifichino cosa
vuol dire certificare UNI EN ISO 9001:2000 una struttura sociosanitaria
e quali vantaggi ne scaturiscono: diagnosi
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