| Notiziario Gemini Europa -Gennaio 2001 |
UNI EN ISO 9000/2000: Come ottenere la Certificazione.
1.1) I passi giusti e necessari.
La certificazione ISO 9000 procede di gran carriera anche in Italia, superando, secondo dati ufficiali SINCERT, le 46000 aziende al 31/12/2000.
Sempre secondo i dati ufficiali, i settori trainanti rimangono quello elettrico - elettronico, il metalmeccanico ed il chimico, ma cominciano ad affacciarsi settori nuovi soprattutto nei servizi, addirittura servizi delle pubbliche amministrazioni. Il tutto, ovviamente, in sintonia con la distribuzione territoriale industriale.
1.2) Alcuni buoni motivi per Certificarsi ISO 9000
Qual è il motore che spinge così velocemente le aziende sia in Italia che nei restanti paesi industrializzati a richiedere la Certificazione ?
Le ragioni sono molteplici, principalmente, le aziende intraprendono tale percorso spinte dalle richieste più o meno vincolanti da parte dei committenti e dai mercati, ma anche da imposizioni di natura legislativa.
Diversi gruppi industriali, ad esempio, già da tempo impongono ai propri fornitori ladozione di un sistema qualità, ovviamente al fine di ottenere una maggiore garanzia qualitativa sulla fornitura ed una conseguente riduzione dei costi dei controlli.
Anche il settore pubblico contribuisce alla spinta in tale direzione: primo fra tutti il settore degli appalti che, con lattuale legge Merloni-ter, introduce lobbligo della certificazione ISO 9000 cassando lalbo nazionale dei costruttori.
Al di là di queste motivazioni di natura esterna che, inutile negarlo, sono le più forti, diverse aziende cercano di riflesso, o addirittura lo esigono senza transigere, un miglioramento di natura interno che, alla lunga, sarà sicuramente lunico beneficio che si otterrà da un sistema qualità certificato.
Meglio quindi pensarci bene e fin dallinizio.
A tal proposito, i passi da seguire sono oramai consolidati, ma ripetersi in questo caso non è un male.
1.3) I Passi per ottenere la certificazione
La prima fase è quella della cosiddetta analisi preliminare, attraverso cui ci si rende conto di qual è la distanza della propria azienda dallottenimento della certificazione (solitamente ampia).
Inizia a questo punto la ricerca della famigerata società di consulenza che poi accompagnerà lazienda nel delicato progetto. Questa fase di analisi preliminare serve alla società di consulenza per definire un preventivo ed un piano di lavoro. Durante lanalisi preliminare lazienda deve naturalmente prendere le misure del consulente, cercando di capire chi ha di fronte, qual è la sua esperienza e, fondamentale, quali referenze vanta. Vale la pena, infatti, ricordare che il mestiere del consulente è relativamente giovane. In una situazione del genere non sono rari i casi di società o professionisti che si fanno esperienza a scapito delle aziende, specie medio piccole.
Il rapporto di analisi preliminare oltre a contenere lofferta economica e bene che descriva limpostazione dettagliata del progetto con tempi, impegni e costi, questo (è ovvio), per non incorrere in cattive sorprese una volta formalizzato il contratto.
1.4) Tempi del Progetto
Per quanto riguarda i tempi di consulenza, generalmente 4-6 mesi per unAzienda medio/piccola dovrebbero essere sufficienti e necessari. Ma per i tempi di espletamento del servizio non cè un parametro fisso cui affidarsi.
Ogni società ha o dovrebbe avere un approccio diverso per metodologia e anche per i tempi necessari ad espletare il servizio.
1.5) La Figura del Responsabile Qualità
Una volta scelta la società di consulenza, questultima dovrà essere di supporto nellindividuazione del responsabile assicurazione qualità interno, figura che nelle piccole aziende coincide sovente con la direzione.
Il responsabile qualità, come insegnano le aziende già certificate, è bene che sia un responsabile a tutti gli effetti e che abbia le capacità di comunicazione e coinvolgimento verso tutti i dipendenti.
Il nocciolo del problema alla fine non è fare un bel manuale della qualità, bensì averlo concepito sulle reali soggettività dellazienda ed applicarlo con procedure facili e che diano valore aggiunto.
Questo perché per dirla con una frase gemini europa .non è lazienda che deve adattarsi alle norme, ma sono le norme a doversi adattare alle specifiche necessità di unazienda.
Per questo motivo diffidate da chi vi vuole vendere soluzioni preconfezionate.
Il manuale e le procedure devono essere documenti creati dallinterno e non imposti dallesterno.
1.6) L'organismo di certificazione
Documentato quindi il sistema e sicuri della sua applicazione lazienda può confrontarsi con lorganismo di certificazione. La scelta di questultimo, inutile nasconderlo è legata al mercato o ai clienti di riferimento. Ad esempio, esistono enti fortemente connotati in uno o pochi settori, altri legati al mercato tedesco, inglese, americano e così via. La scelta deve essere quindi oculata, sentendo il consulente, ma ovviamente tenendo in considerazione anche il prezzo.
E bene non dimenticare, inoltre, che lorganismo della certificazione è un partner che vi accompagnerà per sempre nel cammino della qualità.
1.7) Il dopo Certificazione
Ottenuta la certificazione ISO 9000 arriva la parte più difficile, il mantenimento e miglioramento del sistema. Infatti a distanza di pochi mesi dal raggiungimento di tale traguardo lazienda si rende veramente conto che i soldi spesi devono tramutarsi in un investimento e non rimanere un puro e semplice costo, anche perché lorganismo di certificazione di lì a poco tornerà per verificare il buon funzionamento del sistema. In sostanza è questo il momento della verità.
Se si fallisce si vanificano gli sforzi economici ed umani. Si può incorrere nel ritiro del certificato da parte dellente e soprattutto si perde il treno che sta portando in Europa numerose aziende.
1.8) Opportunità di Finanziamento
Esiste qualche incentivo economico per le aziende che vogliono intraprendere tale progetto ?
Diverse Camere di Commercio, al fine di favorire le aziende che intendono certificarsi secondo le norme ISO 9000, hanno predisposto forme di finanziamento in conto capitale, con percentuali variabili intorno al 30% delle spese sostenute.
Inoltre esistono finanziamenti regionali specifici per le piccole e medie aziende con percentuali variabili da un minimo del 30% delle spese sostenute (es. Regione Lombardia, legge 7) ad un massimo del 55% (es. Calabria).
Quindi le strade da seguire sono tante, e come sempre avrà ragione chi individuerà la strada migliore.