| Notiziario Gemini Europa - Febbraio 2002 |
Sembra di si! Sembra proprio che le indicazioni Europee vadano in questa direzione, leggendo le nuove misure anti-smog proposte per combattere e ridurre al minimo i danni provocati dagli inquinanti agenti atmosferici (Direttiva 2001/81/CE).
Le
misure anti-smog dovranno essere più incisive e sistematiche. Non solo
in occasione delle emergenze causate dal freddo e dall'assenza di vento e
precipitazioni, che hanno fatto salire la percentuale di inquinanti oltre
i livelli d’allarme.
L’Unione
europea, infatti, impone il rispetto di alcuni parametri, al più tardi
nel 2010, per la riduzione delle emissioni di certi inquinanti atmosferici
particolarmente nocivi alla salute.
I provvedimenti
per ridurre l’altissima concentrazione nell’aria di PM 10 ("polveri sottili")
e di alcune sostanze gassose, come ossido di azoto, ossido di zolfo o monossido
di carbonio, dovranno avere come obiettivo quello di non superare i livelli
critici fissati per ciascuno Stato membro dalla normativa comunitaria.
Allo stato
attuale, i valori orientativi dell’Organizzazione mondiale della sanità
(OMS) per la protezione della salute umana e dell’ambiente dall’inquinamento,
sono abbondantemente superati in tutti gli Stati membri.
Questi
valori sono adesso resi obbligatori dalla direttiva, che precisa, inoltre,
alcune modalità. Ad esempio, per la verifica dei progressi compiuti
nel conformarsi ai limiti di emissione è necessario procedere, in ciascuno
Stato membro, ad appositi inventari delle emissioni che devono essere calcolati
secondo metodologie concordate a livello internazionale e comunicati regolarmente
alla Commissione e all’Agenzia europea per l’Ambiente (AEA).
Potete scaricare il testo integrale: scarica adesso
Direttiva 2001/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici Gazzetta Ufficiale n. L 309 del 27/11/2001.