| Notiziario Gemini Europa - febbraio 2003 |
1. Panico da risparmio: le aziende reagiscono così alla stasi economica.
E’ l’approccio giusto?
Sebbene vistose e martellanti campagne pubblicitarie cerchino di educare il consumatore italiano con slogan del tipo: “i tuoi acquisti fanno girare l’economia”, le maggiori aziende europee, che dovrebbero conoscere bene le regole dell'economia, sembrano essere colpite (più ancora dei loro clienti-consumatori) da una irrazionale fase di “panico da risparmio”, mentre nel business sarebbe molto più logico cercare di puntare a serie politiche di “spend management”.
Le aziende reagiscono alle contrazioni della domanda risparmiando, tagliando i fondi destinati agli investimenti in ricerca e sviluppo, alla formazione agli approvvigionamenti. La tendenza al risparmio sembra essere, dunque, la reazione molto “poco razionale” ai periodi di recessione economica. E’ quanto emerge in diverse ricerche svolte da prestigiose società di analisi statistiche.
Una ricerca, condotta su oltre 200 aziende in cinque paesi europei fra cui l’Italia, conferma che gli uffici acquisti rispondono al rallentamento dell’economia cercando risparmi nelle spese. Il 55% delle aziende ha acquistato meno prodotti e servizi, con una riduzione media del 12% mentre l’87% ha cercato di ridurre i costi unitari degli acquisti, risparmiando il 10% circa. L’impatto complessivo sull’economia è pari a oltre 5 miliardi di euro in meno in un solo anno.
I risultati di una ricerca sulle modalità di gestione dei budget di spesa delle aziende europee nel 2003 sono sorprendenti. I dati, estrapolati da ben 200 interviste ai responsabili acquisti delle maggiori realtà di tutta Europa, indicano una tendenza al “panico da risparmio” che porterà gli uffici acquisti delle aziende a decidere, per il secondo anno consecutivo, una serie di misure per la riduzione dei costi a breve termine. Dopo aver ridotto significativamente i propri budget nel 2002, in assenza di segni chiari di ripresa le aziende europee hanno iniziato il 2003 con una lista della spesa più corta, accompagnata dall’intenzione di ridurre il numero di fornitori e i prezzi unitari di beni e servizi. Dunque: “panico da risparmio irrazionale”.
In realtà andrebbe fatta una riflessione diversa, sia in situazioni normali ma soprattutto in periodi di recessione, ovvero una logica basata su solidi strumenti in grado di supportare le aziende nella migliore e più efficiente gestione della spesa. O come molti dicono: spend management.
Tale approccio permette alle aziende di identificare, monitorare e controllare il processo di spesa. Lo spend management assicura il controllo costante e la piena visibilità sulla spesa ponendo le aziende nella condizione di identificare le tendenze nei costi, tenere traccia delle spese, negoziare accordi più vantaggiosi con i fornitori in modo da ottimizzare le spese.
Se, invece che reagire, ai periodi di recessione, tagliando indistintamente le spese si ragionasse in questi termini si acquisirebbero risparmi in modo durevole nel tempo.
Invece, anzi purtroppo, si preferisce emotivamente rinviare oppure tagliare investimenti o spese necessarie che comunque avverranno in un secondo tempo, magari a costi maggiorati perché le condizioni ottenibili attualmente difficilmente potranno essere conservate.
Meditate imprenditori, meditate! Diceva qualcuno.