| Notiziario Gemini Europa - Aprile 2002 |
La
riforma del Sistema Sanitario Nazionale, secondo le dichiarazioni del Ministro
Girolamo Sirchia verterà sulla Qualità.
Questo l’estremo
sunto delle dichiarazioni fatte dal Ministro presso i Sindacati, le Regioni
ed il Governo.
"…sarà
l’applicazione della qualità e delle norme ISO 9000, uno dei punti chiave
del nuovo Piano sanitario nazionale"- si legge nel comunicato stampa
del Ministro.
La
dichiarazione è stata ribadita presso il Policlinico di Modena (una delle
prime strutture sanitarie, in Italia, dove l’esperienza della certificazione
ISO è stata sviluppata con successo) in occasione della pubblicazione
del volume "Le Iso 9000 in sanità/la vision: per "governare"
bisogni e richieste": …è necessario monitorare la qualità
delle cure che vengono prestate, perché non basta fornire terapie e diagnosi,
bisogna anche garantire una capacità e una qualità professionale
elevata. Quindi, dovremo migliorare e lavorare molto su questo punto, sia per
quanto concerne l'assistenza sanitaria ma anche per quel che riguarda i ricoveri
per anziani o altre strutture ambulatoriali o comunque per centri territoriali.
Occorrerà
infine sviluppare la professionalità degli operatori sanitari, mediante
un sistema di educazione continua che consentirà agli operatori di aggiornarsi
per dare garanzia ai cittadini che la qualità delle prestazioni è
elevata e che si fa il meglio per curare la loro salute.
Dobbiamo
infine potenziare i servizi di emergenza territoriali: vi sono aree dove avere
un incidente può costare la vita. Anche qui purtroppo non vi è
uniformità sul territorio nazionale in termini di prestazioni erogate,
poiché in alcune aree le prestazioni sono ottime, in altre non sono altrettanto
buone.
Il nostro
sforzo è quello di garantire a tutti i cittadini, dovunque abitino, lo
stesso livello di qualità dei servizi.
A tale scopo
è necessario potenziare la ricerca e gli investimenti nel nuovo. Ai nostri
concittadini dobbiamo assicurare farmaci e tecnologie avanzate che proteggano
la salute e permettano diagnosi migliori, che possano migliorare la loro qualità
di vita. Per fare questo, abbiamo bisogno di risparmiare sugli sprechi e su
tutto quanto oggi viene speso inutilmente. Dobbiamo combattere gli sprechi,
combattere le ridondanze per investire meglio e di più nel nuovo".
Riportiamo, gli indirizzi nazionali in campo di assistenza sanitaria che il Ministro Girolamo Sirchia ha illustrato a Sindacati, Regioni, e Governo per condurre il Sistema Sanitario Nazionale ad uno standard qualitativo accettabile, elevato ed in linea col resto d’Europa.
Questi i dieci obiettivi strategici del P.s.n.:
1. Monitorare
i livelli di assistenza e ridurre le liste di attesa
2. Sviluppare l’assistenza socio-sanitaria integrata per disabili,
cronici ed anziani
3. Sviluppare la ospedalizzazione a domicilio
4. Garantire e monitorare la qualità delle cure e delle tecnologie
sanitarie
5. Potenziare il capitale umano e sviluppare la formazione permanente
degli operatori
6. Trasformare i piccoli ospedali in centri territoriali per la prevenzione,
la riabilitazione, la convalescenza, la prima diagnosi ed il primo soccorso
7. Potenziare i servizi di urgenza ed emergenza
8. Promuovere la ricerca e favorire gli investimenti
9. Sviluppare gli stili di vita salutari, la prevenzione e la comunicazione
istituzionale sulla salute
10. Promuovere l'uso corretto dei farmaci e la farmacovigilanza.
"Si tratta
di un piano molto diverso da quelli realizzati nel passato - ha spiegato
lo stesso Sirchia - in quanto le condizioni del Paese sono profondamente
mutate. Siamo di fronte alla devoluzione che vede le regioni protagoniste, pariteticamente
al Ministero della Salute, nella realizzazione degli obiettivi sanitari; sia
perché è cambiata la situazione sanitaria del Paese dove l'invecchiamento
della popolazione, unitamente al perfezionamento delle tecnologie e al miglioramento
dei farmaci, rappresenta una realtà nuova.
"Il
Servizio Sanitario Nazionale è accettabile – sentenzia il Ministro-
ma molto deve essere ancora fatto perché diventi più giusto, più
equo e più accessibile alla gente".
Le norme della serie ISO 9001:2000 (Vision 2000) danno alle organizzazioni che vogliono applicare un sistema di gestione per la qualità, la capacità di recepire le diverse regole legislative cogenti ed altre regole che volontariamente l’organizzazione sceglie per la gestione economico-organizzativa, per la realizzazione dei prodotti e la fornitura di servizi.
In sanità questa caratteristica è particolarmente importante per la reale complessità delle attività svolte e delle regole applicate, dei requisiti della sicurezza, dell’ambiente, della erogazione di una prestazione efficace e di un servizio allineato alle aspettative dei clienti e alla Carta dei Servizi.
La
nuova norma ISO 9001:2000 amplia l'applicazione del sistema di gestione al ruolo
sociale delle organizzazioni e richiede la soddisfazione - oltre che del cliente
- di tutte le parti interessate: persone fisiche e giuridiche a diversi livelli
di coinvolgimento e di rapporto con la struttura sanitaria.
Inoltre ha
subito una profonda revisione dei contenuti della precedente edizione verso
nuovi principi per la gestione della qualità nelle organizzazioni, adattandola
alla evoluzione delle strutture organizzative nel contesto economico competitivo
nel quale operano.
Il
"nuovo" principio fondamentale dell’approccio per processi è
inoltre una caratteristica delle norme che permette un coerente e profittevole
utilizzo delle stesse all'interno di una struttura sanitaria.
In una struttura sanitaria orientare le risorse alla soddisfazione dei bisogni
della persona assistita in una logica di processo - coerente con il percorso
di assistenza e cura- significa superare la logica gerarchico/funzionale (che
caratterizza in particolare modo le strutture medio/grandi) per concentrare
la propria attenzione sui processi, sul flusso delle attività, sul modo
con cui migliorare, ottimizzando le prestazioni.
Il
miglioramento dei risultati è quindi basato sulla chiara lettura delle
attività che si svolgono, sulla identificazione delle risorse umane convergenti
sul processo, sul controllo delle infrastrutture, apparecchiature ed ambienti,
per identificare gli indicatori adeguati, sulla cui analisi basare progetti
per il miglioramento.
L'introduzione
delle norme ISO 9000 nella gestione delle attività sanitarie propone
schemi organizzativi generali che - sebbene derivati dal settore industriale-
sono già applicati con successo in tutto il mondo in molti settori delle
attività di fornitura di servizi. Si ritiene inoltre che laddove i problemi
della sanità italiana non siano unicamente di cultura o di metodologie
terapeutiche o di strutture, ma prevalentemente di carattere organizzativo,
il sistema di gestione per la qualità secondo la norma ISO 9001:2000
possa contribuire in maniera fondamentale al miglior utilizzo delle competenze
e alla più proficua gestione delle risorse esistenti.
Queste linee guida - nate da un progetto della Regione Lombardia che ha visto coinvolti UNI, CRISP (Centro di Ricerca Interuniversitario sui Servizi di Pubblica Utilità alla Persona) e l'Osservatorio Regionale sulla Qualità dei Servizi Sanitari- ha l'intento di favorire lo sviluppo dell'applicazione della norma ISO 9001 nelle strutture sanitarie e la crescita della consapevolezza della qualità, intesa non solo come adempimento legislativo ma anche come supporto del miglioramento continuo dei servizi e prestazioni sanitarie.