| Notiziario Gemini Europa - Maggio 2001 |
Una volta a fuggire dall'Italia erano i cosiddetti "cervelli"…Ora a fuggire sono le Aziende. Ma gli imprenditori preferiscono definirlo "decentramento".
Il 70% delle imprese del
Nord-Est italiano con più di 100 dipendenti fugge verso i Paesi dell'Est europeo.
Il fenomeno non è nuovo, si definisce "delocalizzazione". Nemmeno la meta è
nuova, l'est europeo: Slovenia, Croazia, Romania, Ungheria. Rispetto al passato
occorre sottolineare che adesso questi paesi sono anche clienti dove viene realizzato
quasi il 30% dell'intera esportazione nazionale. I settori maggiormente interessati
sono quelli del tessile e dell'industria manifatturiera, aree nelle quali si
registrano trasferimenti d'attività davvero significativi. In Italia restano
le sedi legali, talvolta quelle amministrative, mentre all'estero migrano le
attività produttive, in virtù di un minor costo della manodopera e delle materie
prime. Unici limiti la mancanza di supporto da parte delle istituzioni italiane
e la carenza di filiali delle banche italiane per la gestione rapida delle pratiche
economiche. Non si deve parlare di fuga però, gli interessati preferiscono usare
la parola decentramento, reso appetibile dalle condizioni favorevoli praticate
in alcuni paesi dell'Est europeo
Dello stesso parere appare Fabrizio Onida, presidente dell'Ice, secondo il quale le aziende del Nord- Est hanno saputo trovare nella delocalizzazione, non solo l'apertura a nuovi mercati, ma anche lo stimolo a reinventare la propria produzione, con ricadute positive per altre attività nazionali.
A favorire il processo ha contribuito sostanzialmente la fusione tra patrimonio di conoscenze ed esperienze delle imprese italiane con quello delle aziende presenti sul territorio ospitante.
E i risultati danno ragione a questo modello: le imprese dell'Est adattate alla mentalità del veneto, restituiscono risultati impensabili fino a poco tempo prima.
Il segreto? A sentire gli imprenditori è molto semplice: mantenere gli standard qualitativi originali. Qualcuno potrebbe aggiungere: e lo sfruttamento della forza lavoro? Beh questa è un'altra storia, ma crediamo destinata a rimanere senza risposte.