| Notiziario Gemini Europa - Luglio 2001 |
Piccoli
suggerimenti per
Fonte: Cluetrain
Come si legge
sul web
La prima cosa che chi scrive per il web deve sapere è che Internet
non ha lettori nel senso tradizionale del termine: l'80% dei navigatori
del Web non legge riga per riga, piuttosto "scorre" la pagina,
cercando rapidamente, come su una mappa visiva, quello che più
gli interessa. E lo fa velocemente, sia perché navigare costa,
sia perché Internet è un mondo sterminato e la voglia
di andare a trovare altrove quello che stiamo cercando è sempre
in agguato. Solo chi cattura nei primi 30 secondi l'attenzione del lettore
lo fa fermare sulla pagina. E allora? Allora bisogna disseminare la
pagina di segnali che dicano immediatamente di cosa si parla
e che rendano subito chiaro il contenuto della pagina. Può sembrare
uno svantaggio e una corsa contro il tempo, ma chi scrive per il web
ha dalla sua parte due grandi alleati: il design e l'ipertesto.
Quando si scrive
per il web: il design è parte integrante del processo della
scrittura. Anche il testo viene presentato come grafica e come immagine.
La grafica, a sua volta, può essere letta come un testo e può
fornire maggiori dati e informazioni di un'intera pagina scritta.
E anche il vuoto e lo spazio bianco acquistano la loro importanza: indirizzano
e fanno fermare lo sguardo.
Non fate mai l'errore di riutilizzare così com'è un testo
scritto per la stampa e di trasformarlo in html. Testo e grafica
vanno sempre concepiti insieme.
Come afferma il pubblicitario francese Séguéla "la lingua
cyber agisce tramite l'interpenetrazione delle immagini: le immagini fanno
l'amore con le parole come in una fusione totale del linguaggio".
Questo non vuol dire che chi scrive debba trasformarsi improvvisamente in
un grafico, ma che deve assolutamente sapere alcune cose:
sullo schermo si legge con maggiore difficoltà, quindi testi
brevi.
Chi consulta il web lo fa velocemente, quindi titoli e sottotitoli
chiari
la pagina web è uno spazio in cui il lettore deve potersi orientare
e ritrovare, quindi stessa struttura per documenti che trattano
lo stesso tema o dello stesso tipo.
La pagina come mappa: pensate sempre alla pagina web che state scrivendo come a una mappa o a un paesaggio visto dall'alto. E' così che il lettore la guarderà, farà su e giù con gli occhi cercando quello che gli serve. Fatene un percorso chiaro, fatto di luoghi e di segnali ben precisi: titoli, sottotitoli, testi brevi, spazi bianchi, indici, parole chiave scritte in altro corpo e altro colore, frecce, liste numerate o a punti.
La piramide invertita: chi legge o consulta un sito web lo fa come chi si accosta a un'edicola. Ma non le edicole di oggi che somigliano a veri e propri negozi, piuttosto a un chiosco di paese, di quelli che ancora espongono le locandine con su scritto a caratteri cubitali "Vecchietta perde e ritrova portafoglio alla Upim di Grosseto". Anche sul web è lo strillo, il titolo quello che conta, che trattiene e invoglia il lettore. Per questo Jacob Nielsen, vero guru della web usability consiglia l'ordine della "piramide invertita" nella costruzione di siti e pagine web, ovvero cominciare dalla conclusione per scendere via via verso maggiori dettagli. Dimenticate quindi l'ordine che vi hanno insegnato a scuola per svolgere al meglio i vostri temi e prendete piuttosto spunto dai giornali: titolo, occhiello, didascalie, articolo, box di approfondimento, uso variato dei caratteri tipografici, sezioni, riassunti. Se ci pensate bene, il modo di leggere un sito web non è molto diverso da quello con cui leggete il giornale ogni mattina: una scorsa generale ai titoli e una lettura approfondita solo agli articoli che interessano veramente. E come per i titoli dei giornali, anche quelli del web devono contenere un'intera storia.
siate brevi!:
secondo Jacob Nielsen, leggere su schermo è il 25% più
lento che leggere su carta. Questi i suoi consigli, frutto di approfondite
ricerche sulle modalità di lettura dei "navigatori" del
Web:
una bussola per ogni pagina: su una pagina Web si può arrivare nei modi e attraverso gli itinerari più impensati, ma bisogna capire subito dove ci si trova, perché ogni pagina è indipendente da tutte le altre. Da ogni pagina si deve poter capire di che argomento si parla, di chi è il sito e come procedere oltre. Quindi ogni pagina deve avere una bussola a disposizione del navigante, anche piccola ma essenziale: logo dell'organizzazione o dell'azienda, titolo del sito, home page, barra di navigazione.
diamoci del tu: anche se la maggior parte dei siti, soprattutto di aziende, sono scritti ancora come una brochure, un nuovo stile comincia a farsi strada. Uno stile che non ha più nulla né del "promozional-marketese" (Comprate! Comprate!), né del corporatese (il freddo stile apparentemente neutro e tutto uguale con cui le aziende si presentano). E' uno stile più asciutto, più personale e diretto, più quotidiano, più vicino al dialogo e alla conversazione, che dice "io" e "noi" e che si rivolge direttamente all'interlocutore, spesso dandogli del tu.
la home page:
non è detto che il navigatore arrivi sul vostro sito passando
per la home page, ma se vi trova anche solo qualcosa che lo interessa,
è sicuro che a un certo momento cliccherà sulla fatidica
casetta. Alla home page dovete quindi dedicare la massima attenzione
e cura. Sì, perché la home page è il portone
di ingresso, la vetrina del vostro sito. E' lì che giocate
le vostre carte per convincere il navigatore a restare o a proseguire
il suo giro altrove. Non cercate di impressionarlo con una grafica pirotecnica
e con effetti speciali, ma dite subito cosa troverà all'interno
attraverso un titolo e un sottotitolo, un indice preciso e chiaro. Non
sforzatevi di inventare titoli criptici per incuriosire il vostro visitatore:
quasi nessuno ha voglia di aspettare, ci sono migliaia di altri siti
che attendono.
Attenzione però a non voler dire tutto subito: la vostra home
page deve essere piena di promesse senza essere sovraccarica. Cercate
di trovare un punto di equilibrio tra l'affollamento dove nulla si legge
e una pagina laconica e povera. Comunque, sulla home page - il vostro
biglietto da visita - devono esserci assolutamente:
il nome dell'autore del sito, anche piccolissimo a piè di pagina,
e non l'anonimo webmaster (a meno che non si tratti di un'azienda o di una
grande organizzazione), il vostro indirizzo e-mail, prima piccola promessa
di interattività, la data dell'ultimo aggiornamento, un punto di
riferimento indispensabile per i visitatori abituali.
L'interattività: l'interattività è l'essenza di Internet. Pubblicare un sito non significa mettere in rete i vostri scritti, ma trovare un nuovo terreno di comunicazione, di confronto e di intesa con chi ha i vostri stessi interessi. Se invece scrivete per la vostra azienda, il vostro obiettivo è farla conoscere ed entrare in comunicazione con i potenziali clienti o con potenziali nuovi colleghi. Quindi sfruttate a fondo tutte le possibilità di comunicazione che Internet vi offre: e-mail, forum, feedback, questionari, invio di newsletter specializzate, comunicazioni periodiche di aggiornamento del sito o in occasione dell'uscita di nuovi prodotti. Ma non limitatevi a ricevere; rispondete, velocemente.
Internet e intranet:
scrivere per un sito Internet o per l'intranet della vostra azienda
richiede stili ed attenzioni profondamente diversi. Ricordate
soprattutto che:
L'intranet serve per lavorare e può quindi contenere anche documenti molto lunghi e complessi, il sito Internet serve per informare, velocemente, sull'azienda, le sue attività e i suoi prodotti.