| Notiziario Gemini Europa -Luglio 2001 |
Quando la finanza è "eticamente"orientata:
Ritiene
che il credito, in tutte le sue forme, sia un diritto umano
Non discrimina tra i destinatari degli impieghi sulla base del sesso,
dell'etnia o della religione, e neanche sulla base del patrimonio, curando
perciò i diritti dei poveri e degli emarginati. Finanzia quindi
attività di promozione umana, sociale e ambientale, valutando
i progetti col duplice criterio della vitalità economica e dell'utilità
sociale.
Le garanzie sui crediti sono un'altra forma con cui i partner si assumono
la responsabilità dei progetti finanziati. La finanza etica valuta
altrettanto valide, al pari delle garanzie di tipo patrimoniale, quelle
forme di garanzia personali, di categoria o di comunità che consentono
l'accesso al credito anche alle fasce più deboli della popolazione.
Considera
l'efficienza una componente della responsabilità etica
Non è una forma di beneficenza: è un'attività economicamente
vitale che intende essere socialmente utile. L'assunzione di responsabilità,
sia nel mettere a disposizione il proprio risparmio sia nel farne un
uso che consenta di conservarne il valore, è il fondamento di
una partnership tra soggetti con pari dignità.
Non
ritiene legittimo l'arricchimento basato sul solo possesso e scambio
di denaro
Il tasso di interesse, in questo contesto, è una misura di efficienza
nell'utilizzo del risparmio, una misura dell'impegno a salvaguardare
le risorse messe a disposizione dai risparmiatori e a farle fruttare
in progetti vitali. Di conseguenza il tasso di interesse, il rendimento
del risparmio, è diverso da zero ma deve essere mantenuto il
più basso possibile, sulla base delle valutazioni sia economiche
che sociali ed etiche.
E'
trasparente
L'intermediario finanziario etico ha il dovere di trattare con riservatezza
le informazioni sui risparmiatori di cui entra in possesso nel corso
della sua attività, tuttavia il rapporto trasparente con il cliente
impone la nominatività dei risparmi. I depositanti hanno il diritto
di conoscere i processi di funzionamento dell'istituzione finanziaria
e le sue decisioni di impiego e di investimento. Sarà cura dell'intermediario
eticamente orientato mettere a disposizione gli opportuni canali informativi
per garantire la trasparenza sulla sua attività.
Prevede
la partecipazione alle scelte importanti dell'impresa non solo da parte
dei soci ma anche dei risparmiatori
Le forme possono comprendere sia meccanismi diretti di indicazione delle
preferenze nella destinazione dei fondi, sia meccanismi democratici
di partecipazione alle decisioni. La finanza etica in questo modo si
fa promotrice di democrazia economica.
Ha
come criteri di riferimento per gli impieghi la responsabilità
sociale e ambientale
Individua i campi di impiego, ed eventualmente alcuni campi preferenziali,
introducendo nell'istruttoria economica criteri di riferimento basati
sulla promozione dello sviluppo umano e sulla responsabilità
sociale e ambientale. Esclude per principio rapporti finanziari con
quelle attività economiche che ostacolano lo sviluppo umano e
contribuiscono a violare i diritti fondamentali della persona, come
la produzione e il commercio di armi, le produzioni gravemente lesive
della salute e dell'ambiente, le attività che si fondano sullo
sfruttamento dei minori o sulla repressione delle libertà civili.
Richiede
un'adesione globale e coerente da parte del gestore che ne orienta tutta
l'attività
Qualora invece l'attività di finanza etica fosse soltanto parziale,
è necessario spiegare, in modo trasparente, le ragioni della
limitazione adottata. In ogni caso l'intermediario si dichiara disposto
ad essere 'monitorato' da istituzioni di garanzia dei risparmiatori.
Il
testo del Manifesto della finanza etica è stato tratto dal volume:
Elisa Baldessone, Marco Ghiberti