Notiziario Gemini Europa -Settembre 2001

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  1. Italia ai vertici nella "volata" delle Iso 9000
    (Dal Sole 24ore)
    L'esercito mondiale delle Iso continua a crescere. L'anno scorso il "battaglione" delle 9000 è avanzato del 18,9% - e l'Italia si è aggiudicata il secondo posto per il maggior incremento - mentre quello delle 14000 ha fatto addirittura un balzo del 62,3%. Ad affermarlo è il rapporto dell'ISO (International Organisation for Standardization): al 3/12 dicembre dell'anno scorso i certificati ISO 9000 sono arrivati a 408.631 (esattamente 64.988 "visti" in più rispetto all'anno precedente). Si tratta della maggior accelerata dal '93, anno della prima rilevazione. Il numero dei paesi, inoltre, è salito da 150 a 158.
    Nei primi sei posti della classifica stilata dall'ISO in base agli incrementi, la Cina (10.548), l'Italia (9.298), il Giappone (6.765), la Repubblica di Corea (3.891), la Spagna (3.877), e la Repubblica Ceca (2.355). La top six delle delle aziende certificate: Australia, USA, Cina, Germania, Giappone, Regno Unito.
    Riguardo alle ISO 14000, a fine 2000 hanno raggiunto quota 22.897 certificati, con un incremento di 8.791 unità. In crescita principalmente i "visti" ottenuti nei settori delle attrezzature elettriche e ottiche (+ 3100), della chimica (+ 1737), dei prodotti in metallo (1105), della meccanica (1071) e delle costruzioni (+ 1035).

    Questa la top six del comparto ambientale: Giappone, Regno Unito, Svezia, USA, Olanda, Australia.

    Mentre, dulcis in fundo, i paesi che l'hanno scoperta quest'anno sono: Andorra, Bolivia, Brunei, Repubblica Dominicana, Honduras, Kenya, Lituania, Nigeria, Palestina, Sri Lanca e Paraguay.

    Il rapporto presentato dal Sole 24 Ore in collaborazione con l'ISO, fa emergere alcuni aspetti da noi ritenuti importanti.
    Il primo, senz'altro positivo è che finalmente non siamo più fra gli ultimi a migliorarci, a perseguire standard di Qualità e ottimizzazioni aziendali, parole tanto di moda quanto importanti nel nuovo mercato globale.
    Il secondo aspetto, senz'altro negativo, è questo: non è un caso che le Nazioni più sensibili alle Certificazioni, (nate per garantire il cliente, per migliorare il processo produttivo, per perseguire il miglioramento continuo, per ridurre costi e sprechi) siano anche quelle più attive nel mercato, quelle che tutti (Italia in particolar modo) guardano con stupore, ammirazione e invidia.
    E poi sarà un caso che le Nazioni che (senza offesa per nessuno) subiscono il mercato, con delle fette estremamente ridotte abbiano iniziato solo quest'anno a certificarsi?
    Secondo noi assolutamente no, anzi…


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