| Notiziario Gemini Europa -Ottobre 2001 |
Dagli Usa: incentivi più efficaci per trattenere i professionisti dell'Ict (il Sole-24 Ore New Economy).
In Europa,
i sistemi di retribuzione del personale It e di quello impegnato nelle funzioni
legate all'e-business in azienda non si scostano dalla tradizione. Non è
più così, invece, negli Stati Uniti: un esempio, gli aumenti
di stipendio. Negli Usa sono uno strumento ampiamente utilizzato per trattenere
e gratificare gli specialisti più preziosi e raggiungono incrementi
tra il 10 e il 20 per cento. In due terzi delle aziende europee, invece,
non superano il 5 per cento.
La classifica. Dopo l'Irlanda, l'Italia è il Paese dove il tetto
raggiunto dagli aumenti di stipendio è più alto: siamo al
10% di aumento massimo, mentre gli aumenti nelle buste paga irlandesi si
attestano tra il dieci e il 12 per cento. Anche la pratica dei premi in
denaro offerti dalle aziende agli uomini dell'It è diffusa solo nel
40% delle organizzazioni al di qua dell'Oceano, contro il 90% delle imprese
statunitensi. Lo rivela l'ultima ricerca del Meta group intitolata "European
It staffing and compensation guide 2001". L'indagine annuale, condotta
su oltre cento organizzazioni di svariate dimensioni in Francia, Regno Unito,
Irlanda, Germania, Olanda, Svezia, Svizzera, Spagna e Italia, è la
più ampia disponibile sul mercato europeo.
Niente crisi. Secondo Maria Shafer, coordinatrice della ricerca,
questo quadro non è destinato a cambiare con l'allarme terrorismo
e sotto le minacce di guerra e di recessione negli Usa. Al contrario, spiega
la ricercatrice, gli specialisti che dispongono di competenze strategiche
soprattutto nel campo della sicurezza e del networking continueranno a essere
ricercati e gratificati come e forse più di oggi con premi di ingaggio,
incentivi (monetari e non) e alti salari da parte delle imprese. Nello scenario
globalizzato del lavoro hi-tech, in cui i cambiamenti marciano a ritmi frenetici
e le risorse umane esperte sono il motore che consente di rimanere in corsa,
le politiche di retribuzione, recruiting e fidelizzazione del personale
non sempre riescono a tenere il passo. Le organizzazioni del Vecchio Continente
che stanno sperimentando un turn over in accelerazione (il 37% tra quelle
più grandi denuncia un tasso di avvicendamento del personale specialistico
tra l'11 e il 20%) dovranno quindi allinearsi al più presto alle
politiche statunitensi in campo di Human resouce management.
Gli incentivi. A chi possiede le competenze ritenute "calde"
il 58% delle aziende europee si dichiara disposto a corrispondere un incentivo,
come è già consuetudine nel 43% di quelle statunitensi, dove
il premio fa parte della retribuzione base nell'86% dei casi. In Europa,
dove la prassi è stata introdotta nel 2000 e si è diffusa
dopo l'allarme skill shortage, il 45% delle aziende italiane dichiara di
aver adottato questa politica, mentre lo ha fatto il 62% in Francia, il
47% in Spagna e il 26% in Germania.
Tra gli incentivi non monetari, la formazione risulta quello più
diffuso (63%) nei Paesi europei considerati dallo studio. La percentuale
di offerte varia dall'88% delle imprese intervistate in Olanda al 41% della
Germania, con l'Italia in buona posizione. A premiare dirigenti e dipendenti
con opportunità di formazione è il 59% delle aziende nostrane:
meno della Francia (che è al 71%) ma di più del Regno Unito,
dove lo fa il 53% delle imprese.