| Notiziario Gemini Europa - Febbraio 2002 |
Secondo il rapporto "Innovazione e tecnologie digitali in Italia", prodotto dal Ministero per l’Innovazione e le Tecnologie, il mercato dell’Information Technology ha perso nel 2002 lo 0,5 per cento. La spesa aggregata in Ict (Information and communication technology) è stata, nel 2002, di 60.206 milioni di euro contro i 60.503 milioni generati nel 2001, con un decremento dello 0,5 per cento. Il dato conferma la difficoltà del settore e la crisi nel comparto dell'informatica, anche perché il numero delle aziende è aumentato.
L'IT ha generato un volume d'affari di 20.036 milioni di euro e subisce, rispetto al 2001 una regressione pari al 2,2% per cento, mentre nel 2001 la crescita è stata dell'8,3% e nel 2000 si era registrato un incremento del 12,8 per cento. Le telecomunicazioni sono stagnanti: hanno prodotto un giro d'affari di 40.170 milioni di euro evidenziando un aumento pari allo 0,4 per cento.
La ricerca del Ministero lancia l'allarme anche per quanto concerne i cosiddetti
investimenti in conoscenza (riguardano la spesa in ricerca e sviluppo e le spese
per la formazione scolastica e universitaria) che risultano tra i più bassi
in Europa.
Il basso livello di investimenti potrebbe essere una delle cause primarie della
minore crescita della produttività nel nostro Paese. L'informatica e le telecomunicazioni,
infatti, rappresentano una leva per migliorare e rendere più efficienti i processi
nelle aziende.
Nel rapporto presentato oggi si legge che "un livello più basso di investimenti
in informatica determina una minore crescita della produttività visto l'alto
contributo potenziale di questa spesa alla crescita stessa e questa stima potrebbe
dunque spiegare la minore crescita della produttività del lavoro nei Paesi che
hanno effettuato una minore spesa in It, come l'Italia". Nel nostro Paese
la crescita media della produttività del lavoro tra il '92 e il 2001 è stata
dell'1,67% per addetto e del 2,28% per orario.