| Notiziario Gemini Europa - Novembre 2001 |
Per capire meglio, ma soprattutto per dare informazioni (speriamo utili agli imprenditori) pubblichiamo l’intervista realizzata con l’ING. VALLARINO, direttore tecnico di AXSOA S.p.A..
Ingegnere, è ormai imminente l’entrata in vigore del nuovo sistema di qualificazione delle imprese per la partecipazione agli appalti pubblici introdotto con la Merloni TER. Il 1 gennaio prossimo sarà la fatidica data: da quel giorno la partecipazione agli appalti pubblici di importo superiore ai 150.000 euro sarà possibile solo alle imprese in possesso di qualificazione SOA, Perché un sistema di qualificazione nuovo che ha mandato in pensione l’Albo Nazionale Costruttori?
Si sentiva ormai l’esigenza di una radicale revisione dell’ANC che ormai non rappresentava più una garanzia del possesso dei requisiti necessari a garantire le stazioni appaltanti pubbliche sulle imprese che partecipano alle procedure di affidamento degli appalti pubblici. L’ANC "conteneva" circa 55.000 imprese e non vi era un efficace sistema di revisione dell’iscrizione dando origine così al fenomeno delle scatole vuote: imprese senza più i requisiti che potevano partecipare agli appalti in virtù dell’iscrizione ottenuta tempo prima.
Il nuovo sistema dovrebbe garantire trasparenza e efficacia.
Si, il nuovo sistema basato sulle SOA dovrebbe essere più efficiente: la presenza delle SOA, mette insieme gli interessi delle imprese che si trovano di fronte società private le quali, per stare sul mercato, devono dare un servizio di qualificato, con gli interessi delle amministrazioni pubbliche, che attraverso il controllo effettuato dall’Autorità di Vigilanza sulle SOA stesse, hanno la certezza che le imprese qualificate possiedono i requisiti richiesti.
Quali sono i vantaggi per le imprese
Poter partecipare alle gare presentando solo la copia autentica del certificato di attestazione è già un gran vantaggio: non bisognerà più produrre decine di certificati e dichiarazioni. Senza contare la possibilità del sorteggio con la conseguente necessità di fornire tutta la documentazione a supporto. Tutto ciò si traduce in diminuzione di costi. Ma il vantaggio forse più importante è quello di poter concorrere alla pari con le atre imprese.
Ma tutto ciò costa…
Il costo della qualificazione è stabilito per legge con una formula e dipende dal numero di categorie e dall’importo totale delle classifiche. Varia quindi da un minimo di circa 8.000.000 per una categoria fino a qualche decina di milioni. Nel costo è tutto compreso: la SOA non può chiedere altro e l’impresa non avrà altri costi per 3 anni.
…e lo sconto
Lo sconto non è ammesso: la legge parla chiaro.
Come fa, allora, un’impresa a scegliere la SOA?
L’aspetto economico è subito diventato ininfluente: tutte le SOA praticano, ormai, la tariffa minima.
Diventa essenziale l’aspetto tecnico: la SOA deve essere capace di capire l’azienda e farle ottenere il massimo livello di attestazione e le categorie che effettivamente servono. Sempre rispettando leggi, regolamento e tutti gli atti di determinazione dell’Autorità di vigilanza. A questo proposito un colloquio con un tecnico della SOA presso la sede dell’impresa può essere molto utile.
Qual è l’impegno per l’impresa che si vuole attestare?
Questo è un altro criterio per la scelta della SOA. La SOA deve essere in grado di suggerire le strade migliori per ridurre al minimo la produzione di certificati e documentazione. E’ importante anche che la SOA metta a disposizione per ogni cliente un unico interlocutore e che questo sia sempre disponibile e qualificato per rispondere in ogni momento ai dubbi e alle richieste di chi deve preparare la documentazione.
Detto questo la principale difficoltà risiede nell’ottenere i certificati lavori. Una volta superato questo scoglio con l’aiuto della SOA per minimizzare il numero di certificati da produrre, si tratta di fotocopiare un po’ di documentazione amministrativa.
La qualità é un requisito obbligatorio?
La qualità diventerà un requisito obbligatorio per essere qualificati nelle classifiche dai 2 miliardi in su. Il DPR 34 prevede una scaletta temporale per cui la qualità diventa obbligatoria. Per far arrivare gradualmente le imprese alla certificazione di qualità il regolamento prevede, poi, la possibilità di ottenere una "dichiarazione della presenza degli elementi significativi e tra loro correlati del sistema qualità", una sorta di ISO9000 semplificata che deve comunque essere rilasciata da un ente certificatore.
A suo avviso le imprese sono preparate per questa svolta?
E’ inutile negare che le imprese che operano nel settore edile e in particolare le imprese medio piccole, in generale non hanno ancora una preparazione adeguata. La certificazione ISO, in queste realtà non è molto diffusa. E’ altrettanto vero, che se non ben applicata provoca rallentamenti nelle attività, perdita di efficienza e quindi l’immobilismo. E’ fondamentale quindi la scelta di un consulente che sappia adattare la normativa alla particolare realtà dell’impresa edile e che sappia consigliare se passare attraverso la "dichiarazione degli elementi del sistema qualità" o se partire direttamente con le ISO.
L’attestazione può avere una sua utilità anche per i lavori privati?
L’introduzione dei sistemi qualità in tutte le realtà porta come conseguenza che anche i soggetti privati devono sempre più sviluppare sistemi di qualificazione dei fornitori. I criteri sono i più disparati ed ogni realtà adotta i propri, ma proprio l’attestazione SOA sta diventando insieme alla certificazione ISO un elemento qualificante.