| Notiziario Gemini Europa - Novembre 2003 |
Da più di
trent'anni le imprese ricorrono all'outsourcing
per risolvere alcuni dei loro problemi e per tentare di ridurre i costi di gestione;
questa tendenza continua a crescere con l'ulteriore processo di terziarizzazione
della nostra economia.
Il ricorso all'outsourcing, però, sta diventando sempre più importante
per le aziende e da elemento di supporto si sta trasformando in fattore strategico
di grande rilevanza, prevedendo l'esternalizzazione di un intero processo aziendale
(Business Process Outsourcing).
La società che fornisce il servizio di outsourcing, non avrà più
in gestione una singola attività, ma un intero processo, compresa la
gestione finanziaria e delle risorse umane; questa modalità, il BPO,
prevede la condivisione degli obiettivi e delle responsabilità, in questo
modo il fornitore è elevato a livello di partner della società
committente ed è spinto a lavorare meglio ed in maniera ancora più
efficace.
In questi giorni è stata pubblicata una ricerca dell'Accenture (ex Andersen
Consulting) sul ricorso all'outsourcing da parte delle aziende.
L'indagine è stata realizzata, intervistando circa 800 manager americani
ed europei sulle motivazioni che conducono le imprese ad esternalizzare alcune
attività; una delle ragioni principali è da ricercare nella riduzione
dei costi che consente l'outsourcing, ma dalla ricerca emergono anche altri
aspetti molto interessanti.
Secondo i manager intervistati, l'outsourcing permette di:
- sviluppare e controllare le strategie rapidamente (55%)
- esternalizzare le attività per incrementare l'efficacia e non solo per ridurre i costi (86%)
- snellire i processi interni (80%)
La Accenture,
società americana che offre servizi per le imprese, ottiene più
di un terzo del suo fatturato (12 miliardi di dollari) dall'outsourcing, che
ha fatto registrare un incremento del 41% dall'anno passato.
"Lo spettro dei servizi oggetto di terziarizzazione - spiega Gianfranco
Casati, amministratore delegato di Accenture - si sta ampliando, avvicinandosi
al core business delle aziende. Non è una rivoluzione ma un'evoluzione
progressiva e continua".
Anche la IBM (Ibm Global Services ) ha incrementato del 13% il fatturato relativo
all'outsocurcing. "L'outsourcing - afferma Augusto De Castro, vice president
di Ibm Global Services per il Sud Europa - si sta profondamente trasformando.
Si fa largo l'utilizzo on-demand: le imprese pagano non più un cifra
fissa, ma un importo variabile in base all'effettivo utilizzo dei servizi. Ma
non bisogna credere che il fenomeno dell'outsourcing sia appannaggio solo delle
grandi imprese. Oltre il 50% dei clienti in Italia sono piccole e medie aziende,
che firmano contratti anche dai 100mila euro all'anno".
Grandi gruppi come American Express, JP Morgan Chase Manhattan, Deutsche Bank
e Axa hanno sposato il principio del pay-per-use
Riguardo il campo dell'IT, Tino Canegrati, vice president e general manager
di Hp Services in Italia, commenta "la riduzione dei costi resta sempre
uno dei driver importanti che spingono le imprese ad esternalizzare alcune delle
funzioni aziendali, ma ormai la vera spinta è quella dettata dall'esigenza
di raggiungere maggiore flessibilità e agilità nelle strutture
aziendali. E l'outsourcing
consente di raggiungere questi obiettivi.
Hp Services sta puntando molto sull'outsourcing, come testimonia l'acquisizione
della società di servizi PwC; Hp ha firmato, inoltre, un importante contratto
con la Telecom per la gestione delle postazioni di office automation.
Ma l'ultima operazione in grande stile a livello mondiale ha visto protagonista
il colosso del largo consumo Procter & Gamble, che ha esternalizzato il
faciliy management, i servizi informatici e quelli amministrativi per le risorse
umane (attraverso un accordo con Ibm da 400 milioni di dollari).