Notiziario Gemini Europa - Dicembre 2003

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Gemini Europa e Milano Meeting promuovono un corso di formazione professionale specialistica in un cd rom sulla Direttiva Europea in materia di riciclaggio, rivolto a Dottori Commercialisti, Avvocati, Notai, Ragionieri e Periti commerciali

Negli ultimi dieci anni, il mondo ha subito delle trasformazioni molto rapide e radicali, che hanno trasformato profondamente le dinamiche dei mercati finanziari e dei movimenti di capitali.
Nei Paesi occidentali, si è verificato un aumento della ricchezza e del benessere, accanto ad un rapido sviluppo tecnologico; nell'est europeo, con l'introduzione dell'economia di mercato e la fine del blocco socialista, le cui restrizioni fornivano una seppur minima azione di contenimento di alcuni fenomeni mafiosi e criminali, si è verificata una certa recrudescenza di tali fenomeni.
La criminalità organizzata, infatti, grazie agli strumenti finanziari offerti dalla globalizzazione dell'economia, ha avuto la possibilità di organizzare e globalizzare le attività illecite con un eccezionale aumento dei profitti.
Le organizzazioni criminali hanno potuto investire i capitali, provenienti dalle loro attività, sui mercati finanziari internazionali, che risultano sempre più integrati grazie al contributo di nuove tecnologie informatiche.
Si è passati, di conseguenza, da una metodologia di riciclaggio, potremmo definire primordiale,
basata soprattutto sul movimento massiccio di denaro contante in tutte le fasi del suo processo,
a delle metodologie sempre più raffinate e che coinvolgono indirettamente anche i liberi professionisti all'interno del meccanismo perverso del riciclaggio.
In Italia, la Legge Comunitaria 2002 ha delegato il Governo ad adottare il Decreto Legislativo di attuazione della direttiva europea 97/2001 CE; tale Direttiva è stata recepita con un Decreto Legislativo che ha ricevuto già una prima approvazione da parte del Consiglio dei Ministri lo scorso 7/11/2003 ed è stata trasmessa alle Camere per il parere.

E' ipotizzabile che l'iter del decreto suddetto termini con la pubblicazione sulla G.U. nel gennaio 2004 e sarà poi necessario attendere l'emanazione del regolamento ministeriale attuativo, prima che possa essere applicabile ai nuovi soggetti interessati.
Non siamo ancora in grado di fornire con precisione la data di entrata in vigore di questo regolamento, ma crediamo che ciò avverrà in tempi rapidi.
L'art. 2 di questo decreto prevede che gli obblighi antiriciclaggio si applichino anche ai soggetti iscritti nell'albo dei ragionieri periti commerciali, a coloro che sono iscritti nel registro dei revisori contabili, ai dottori commercialisti oltre che ai notai e agli avvocati, ma per questi ultimi soltanto in determinate circostanze che vedremo in dettaglio.
La normativa antiriciclaggio si basa sul principio di collaborazione attiva, che si concretizza nell'obbligo, per gli intermediari, di annotare le operazioni che destano sospetto circa la provenienza illecita dei fondi implicati; questo obbligo impone di fatto una profonda conoscenza dei clienti, elemento che conduce ad una riduzione dei rischi in operazioni illecite.
Nel mondo anglossassone questo principio è noto come Kwc, "conosci il tuo cliente", che è un principio che conduce il professionista, non solo ad interessarsi alla formalità della relazione, ma ad avere una conoscenza molto particolare degli aspetti della vita del suo cliente, non necessariamente legati al rapporto professionale con lo stesso.
In effetti, uno studio di professionisti che offre una consulenza alla clientela, basata soprattutto sull'intuito e la competenza personale, non ha certamente né le stesse esigenze, né le problematiche di una banca o di un intermediario finanziario che tratta migliaia di operazioni standardizzate ogni giorno e che quindi richiede necessariamente una struttura di controllo molto differente; la struttura del professionista, quindi, in rapporto a quella di una banca, deve essere quanto più agile e snella e non deve comportare costi di installazione e gestione estremamente elevati.
Questo corso, realizzato dal Centre of International Fiscal Studies e da Milano Meeting, intende essere il primo di una collana che seguirà progressivamente l'evoluzione della normativa in questione, fornendo, di volta in volta, non soltanto un aggiornamento del panorama normativo, ma, soprattutto, delle indicazioni pratiche di applicazioni per le nuove categorie di professionisti coinvolti.

Il fenomeno del riciclaggio ha subito negli anni molti mutamenti, anche grazie all'ausilio delle nuove tecnologie informatiche che hanno di molto agevolato l'attività criminosa.
I n passato, questo fenomeno si basava maggiormente sul traffico di stupefacenti, ora l'attività criminosa affonda le sue radici anche su casi di frode fiscale provenienti da attività lecite.
Per cercare di risolvere il problema, si è cercato di uniformare la normativa fiscale di diversi paesi, con la finalità di ottenere delle legislazioni che non agevolino il proliferare della attività criminose.
Un altro punto di forza della nuova normativa lo si ricava dall'estensione delle responsabilità a soggetti, che fino a qualche anno fa, erano del tutto esonerati da qualunque tipo di dovere, anche solo informativo.
Tale dovere è stato esteso, in particolare, ai Dottori commercialisti, ai ragionieri, agli avvocati, ai notai, che hanno, ora, l'obbligo di comunicare e registrare con tempestività tutte le informazioni sulle generalità e sulle attività di cui sono sospette le connivenze criminose.
Questa normativa antiriciclaggio tenta di risolvere varie problematiche connesse ai movimenti finanziari illeciti e in particolare:

  1. legislazioni poco attente al fenomeno del riciclaggio e che perciò attraevano l'esportazione di capitali "sporchi" verso alcuni paesi;
  2. l'avvento del terrorismo internazionale, che è una delle possibili forme odierne di reimpiego dei capitali oggetto di transazioni illecite.

In conclusione, si può affermare che l'entrata in vigore di questa Direttiva Comunitaria ha come obiettivo quello di cercare una soluzione concreta al fenomeno del riciclaggio, non solo in termini repressivi ma, soprattutto, in chiave preventiva.

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