| Notiziario Gemini Europa - Dicembre 2003 |
Da più di cinquant'anni ormai, alcuni autori che si sono occupati delle
tematiche dell'organizzazione dell'impresa, hanno tentato di studiare soluzioni
efficaci per sviluppare un incremento della produttività dei lavoratori.
Queste ricerche, hanno coinvolto lo studio dell'ambiente di lavoro, dal punto
di vista fisico e psicologico, e molte sono diventate dei veri e propri "classici",
come quelle condotte da Mayo sull'illuminazione e la comodità nel luogo
di lavoro, o sulla relazione tra dirigenti e dipendenti. Questo tipo di studi,
tende a dare un valore particolare alle persone coinvolte nel processo lavorativo
e ad individuare nelle loro condizioni di lavoro, la "molla" per il
miglioramento della produttività.
Questo è il punto di partenza del Knowledge Management, che tende a considerare
la persona come centro delle attività di un'organizzazione, come l'elemento
in grado di generare valore; questo orientamento sta influenzando il modo di
gestire l'impresa moderna, che punta molto sulle capacità degli individui
di sviluppare la conoscenza e la creatività e di fare in modo che queste
risorse così importanti siano condivise e diventino patrimonio comune
all'interno dell'organizzazione.
In questi ultimi anni, poi, si è fatta strada una normativa internazionale,
Social Accountability
8000, che mira alla tutela dei lavoratori, per la doppia finalità
di offrire condizioni di lavoro dignitose e confortevoli e di aumentare la produttività
e il profitto per le imprese.
Le imprese, soprattutto in questa fase di recessione, puntano alla riduzione
dei costi attivando un primo provvedimento che avrà i suoi effetti positivi
solo se supportato da maggiore produttività, ma che troppo spesso si
risolve in un semplice ridimensionamento delle potenzialità dell'impresa.
Variabile sempre più difficile da definire, "la produttività",
trova tra le sue componenti, ai primissimi posti, quella umana ed un' indagine
di settore sottolinea come, nella scala dei desideri del lavoratore, venga evidenziato,
assieme al riconoscimento del lavoro svolto operare in contesti confortevoli,
sia sul piano ambientale che dei rapporti interpersonali a loro volta, sensibilmente,
influenzati dalle condizioni ambientali stesse.
Particolare attenzione meritano i contact center che, evoluzione dei call center,
racchiudono al loro interno attività profondamente diverse a seconda
che siano di tipo inbound o di tipo outbound. Attività già definite
logoranti e oggetto di considerevoli attenzioni, sia da parte dell' imprenditore
che del legislatore, mostrano con grande evidenza gli effetti legati all' aspetto
umano. In ambienti confortevoli, rispetto ad altri, il primissimo ed importantissimo
risultato ottenuto consistente nella riduzione del turnover a favore dei processi
di fidelizzazione con l'immediata riduzione, ad esempio, dei costi di formazione.
E' solo in funzione di queste considerazioni e senza, in questa sede, alcun
riferimento alla realtà rispetto alla normativa vigente, che riteniamo
possa risultare gradito accedere ad un supporto tecnico, mirato al raggiungimento
degli standard di funzionalità adeguati al proprio contesto operativo.