Notiziario Gemini Europa - Luglio 2000


Qualita'


Appalti per 19mila mld: Il nuovo «boom» per le grandi opere

Certificazione di Qualità: ecco la nuova Vision 2000.

La Qualità nelle imprese edili



Appalti per 19mila mld: Il nuovo «boom» per le grandi opere

"Nel primo semestre 2000 le gare d’appalto hanno sfiorato i 19mila miliardi di valore. Il settore ha fatto registrare un aumento del 12% sullo stesso periodo del ’99, sotto la spinta delle grandi opere che ormai rappresentano un terzo del mercato. La crescita è stata sostenuta dalle stazioni appaltanti del Nord Ovest, delle Isole e del Centro, mentre è in controtendenza il risultato negativo del Sud".

Questa è la sintesi di una relazione presentata dal Sole 24 Ore, che mette in evidenza la crescita oramai stabilizzata sul 12% degli appalti per le grandi opere.

La fotografia scattata mensilmente dall’osservatorio del Cresme sui dati del servizio Appalti del Sole 24 Ore, evidenzia che dopo un inizio d’anno nel segno della flessione, la ripresa avviata ad aprile si è stabilizzata e il settore ormai viaggia sui livelli migliori dello scorso anno (anche se ancora non ha eguagliato il record dell’ultimo bimestre ’99). La frenata del primo trimestre è stata determinata dal clima di incertezza legato alla fase transitoria che ha preceduto l’entrata in vigore delle nuove regole sulla qualificazione delle imprese alle gare d’appalto. Ma il nuovo regime normativo è stato accolto positivamente, come evidenziano le cifre delle opere messe in gara dalle amministrazioni. Dai 2.226 miliardi di gennaio, si è passati ai 2.903 di febbraio, per scendere a quota 2.464 miliardi a marzo. Ma ad aprile le opere in gara hanno totalizzato 3.618 miliardi, toccando a maggio i 3.885 miliardi. Giugno con 3.806 miliardi ha confermato questo trend. Anche se ancora i risultati sono al di sotto rispetto al boom di novembre ’99 (4.257 miliardi) o di dicembre ’99 (4.193 miliardi).

Il confronto tra i primi semestri ’99 e 2000 segna quindi una crescita del 12%, con 18.904 miliardi in gara. Va detto, tuttavia, che una quota consistente di gare fa riferimento a risorse da reperire sul mercato con il concorso dei privati. Tra gennaio e giugno sono stati 76 i bandi che hanno avuto come oggetto la realizzazione di interventi con il project financing, per un valore di 1.242 miliardi di lire.

Il trend di crescita non riguarda solo l’importo delle gare. Anche per il numero dei bandi l’andamento è positivo: dai 2.104 bandi di gennaio 2000, si è arrivati ai 2.936 di maggio e ai 3.851 di giugno. Tra le amministrazioni la parte del leone spetta ancora una volta ai Comuni che da soli hanno pubblicato più della metà dei 15.338 bandi messi in gara complessivamente nel primo semestre 2000. Le amminsitrazioni comunali con 8.519 bandi per 6.372 miliardi di valore guidano la graduatoria degli enti. Seguono le aziende speciali (2.339 miliardi), le Province (1.576 miliardi), l’Anas (1.201 miliardi), le Asl e gli ospedali (1.141 miliardi).

Mentre nella distribuzione geografica delle gare d’appalto, la fetta più consistente di lavori è stata promossa nel Nord Ovest che ha raggiunto quota 4.940 miliardi, con un aumento del 23,6% sul ’99. Segue il Nord Est con 3.886 miliardi messi sul mercato (+4,7%) e il Sud che invece fa registrare un leggero calo con 3.862 miliardi (-2,2%). Positivo il dato del Centro con 3.223 miliardi (+18,8%) e delle Isole con 2.568 miliardi (+21,6%). Un sostegno decisivo è arrivato dai grandi lavori: i 67 bandi oltre i 30 miliardi a base d’asta pubblicati tra gennaio e giugno coprono da soli circa un terzo dell’importo complessivo del mercato, avendo totalizzato 6.197 miliardi. In particolare da gennaio sono stati pubblicati 12 bandi sopra i 100 miliardi, per un valore di 3.111 miliardi (rispetto agli 8 maxibandi che lo scorso anno avevano totalizzato 1.341 miliardi). La crescita ha interessato sia il numero (+50%) che l’importo (+131,8%) dei "grandi tagli".

Quindi, a voler guardare le cifre, l'aumento consistente delle gare d'appalto conferma che c'è un forte segnale di crescita nel settore dell'edilizia. Questo, se può rappresentare una nuova linfa per le Costruzioni, deve anche essere visto come un monito a migliorare la propria azienda, potenziarla, renderla snella e qualitativamente al passo con i tempi. Non adeguarsi per tempo significherà perdere queste nuove opportunità.

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Certificazione di Qualità: ecco la nuova Vision 2000.

"I vantaggi delle aziende già certificate con la metodologia gemini europa."

 

Il nuovo mercato detta nuove regole, meglio, allora, muoversi per tempo. Cambiano gli strumenti di lavoro: e-commerce, new economy, web marketing, sono questi, i termini più in voga al momento, sono cioè quegli strumenti che il mondo imprenditoriale, se non ha già metabolizzato, dovrà affrettarsi a farlo.

E’ il mercato del 2000 ad imporlo, è il mercato " del villaggio globale" che diventa sempre più improntato sulla qualità delle aziende, ovvero: qualità del servizio, efficienza e rapidità nel gestire.

È tempo quindi di grandi cambiamenti anche nella gestione delle imprese. Gestire nel cambiamento vuol dire quindi per un imprenditore/manager prima di tutto: offrire qualità.

In quest’ottica va vista la tanto attesa Vision 2000, che andrà a sostituire lo standard qualitativo previsto dalla UNI EN 9001.

Il sistema, quindi si sta rigenerando, e com’è logico aspettarsi, i dubbi e le difficoltà, per gli imprenditori, non mancano.

Allora nel voler far chiarezza, la prima cosa da dire è che la Certificazione di Qualità, è oggi l’elemento distintivo fra le aziende buone e quelle meno buone. Fra le aziende che crescono e si evolvono, perseguendo le necessarie garanzie da offrire ai clienti, e quelle che ritengono di non dover modificare, aggiornare, evolvere, il proprio criterio strategico nel fare business.

Questo era il principio ispiratore delle Norma UNI EN ISO 9001 e questi saranno, anche se migliorati ed integrati, i principi della Vision 2000. In sostanza le cose non cambiano per gli imprenditori, bisognerà fornire qualità, come prima e più di prima.

Le variazioni sul precedente standard esistono, ma non sono tali da stravolgere un piano di Qualità elaborato con la vecchia logica.

Ad esempio, una differenza presente sulla nuova normativa sarà il passaggio da "Modello per l’assicurazione della Qualità" a "Sistema di gestione per la Qualità". Questo significa passare da una norma nata per garantire la conformità dei prodotti/servizi ad una che analizza anche il modo con cui si persegue l’obiettivo ( Gestione per processi). Viene fatta espressa menzione (per la prima volta) della soddisfazione del cliente e del miglioramento continuo, cose non contemplate nella precedente norma.

Quindi, nel voler essere chiari e sinceri, bisogna dire che la documentazione veniva impostata (sbagliando) per soddisfare tutti i punti della Norma (n°20), causando un naturale appesantimento e burocratizzando enormemente le Aziende. Infatti, la maggior parte delle Aziende si è preoccupata di realizzare un sistema Qualità orientato alla soddisfazione di tutti i requisiti, piuttosto che al reale controllo dei processi aziendali (approvvigionamento, produzione, progettazione…).

Le conseguenze disastrose di questo approccio possono essere confermate da quanti hanno subito questa logica errata e mal concepita.

Con la nuova norma, invece, viene finalmente esaltata la gestione per processi, come testimonia la nuova definizione, non più per requisiti ma per Aree.

Gemini Europa, già dal 1994, data di edizione della Norma UNI EN ISO 9001, aveva impostato una metodologia agganciata ai processi reali dell’Azienda e non ai singoli requisiti della Norma. Questo ha significato, per le aziende seguite col metodo Gemini Europa, implementare un Sistema Qualità estremamente snello e dinamico, accorpando il più possibile i requisiti tra loro. Perché, come diciamo noi, la prima riflessione da fare è che: "non dev’essere l’azienda ad adattarsi alla norma, ma viceversa, è la norma a doversi adattare all’azienda".

Quindi, le Aziende seguite con la nostra metodologia dovranno calibrare "leggermente" il Sistema, mentre per chi aveva realizzato una documentazione per ogni singolo requisito, le modifiche non saranno indolori.

In sostanza i quattro processi presenti nel nuovo approccio sono:

  1. Responsabilità della Direzione (ovvero sancisce l’importanza che la Direzione deve attribuire al Sistema Qualità).
  2. Gestione delle risorse (ovvero, forte orientamento al personale, attenzione ala selezione, alle qualifiche, alla professionalità, allo studio delle potenzialità ed allo sviluppo interno).
  3. Gestione dei processi (il nuovo approccio, basato sui processi anziché sulle responsabilità gerarchiche, offre maggiore flessibilità all’organizzazione ed un maggiore coinvolgimento).
  4. Misurazioni, analisi e miglioramento (viene maggiormente evidenziata la logica del miglioramento continuo "ruota di Deming")

Alcuni "nuovi" particolari:

Ad esempio mentre prima il cliente era essenzialmente il destinatario dei prodotti e/o servizi, e l’organizzazione era essenzialmente tenuta al rispetto dei requisiti contrattuali, ora con la Vision 2000 l’organizzazione dovrà farsi carico di:

  1. Identificare i requisiti (espliciti ed impliciti), le esigenze e le aspettative dei clienti.
  2. Riesaminarle e trasformarle in requisiti interni.
  3. Attivare i necessari canali di comunicazione coni clienti, anche per acquisire informazioni di ritorno sui prodotti e/o servizi.

Esempi questi che confermano quello già detto, e cioè che la Vision sarà l’evoluzione naturale della ISO 9001/2/3.

Il passaggio dalle ISO del 1994 alla ISO 9001 del 2000 avverrà gradualmente, presumibilmente attraverso un periodo transitorio (minimo un anno) entro il quale le aziende già certificate dovranno attivarsi per adeguare il loro sistema Qualità ai nuovi standard.

Concludendo, nel progettare un sistema qualità bisogna capire che: ogni azienda se sta sul mercato vuol dire che ha già un Sistema Qualità ben definito, ed è proprio su questo che bisogna progettare il nuovo Sistema Qualità richiesto.

"Solo con questo approccio la Gestione di Qualità può tradursi, per le Aziende, in un vantaggio ed in un miglioramento continuo."

 


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La Qualità nelle imprese edili

Nel numero di febbraio, del nostro e vostro notiziario, avevamo trattato, speriamo in maniera esauriente ed interessante, le problematiche legate alla certificazione di qualità nelle Imprese edili. Alla luce di quanto pubblicato dal Sincert (vedi :www.sincert.it) è forse il caso di riprendere quanto detto, almeno in parte per chiarire alcuni concetti fondamentali nel voler certificare un’azienda di settore.

Si era detto in quel numero che:

  1. Il primo elemento caratteristico e specifico delle imprese edili è che in questo settore non c’è impresa che non sia impegnata a modificare con frequenza le caratteristiche della propria organizzazione. Ciò è dovuto proprio dalle peculiarità del sistema che non consente lo stabilizzarsi di modelli organizzativi specifici.
  2. La specificità, ben ovvia, è che l’impresa di costruzioni non può organizzarsi in modo stabile e ripetitivo sia in un luogo produttivo, o in una fabbrica, sia intorno ad uno specifico prodotto o intorno ad uno specifico ruolo imprenditoriale.
  3. In questo tipo di organizzazioni bisogna necessariamente prevedere la convivenza di più luoghi di produzione, più prodotti, più servizi e spesso ruoli diversi. L’impresa di costruzioni esiste proprio in virtù di una simile organizzazione.
  4. Manca quindi, rispetto agli altri settori industriali una base materiale certa, una tecnologia stabile, una produzione e un prodotto standardizzato, una rete distributiva definita, una clientela omogenea su cui realizzare un’organizzazione stabile dell’impresa.

E’ su questa modalità che, dicevamo, deve intervenire la garanzia di gestione della Qualità mettendo a disposizione strumenti per rendere più efficienti ed efficaci ruoli e compiti.

Tutto questo viene ripreso ed esploso in ogni particolare dal Sincert che ribadisce alcuni punti fondamentali su i criteri applicativi per un'efficace gestione delle certificazioni ISO 9001/2 nel settore delle imprese di costruzione, installatori di impianti e servizi".

Questi criteri si applicano alle aziende che operano sia per conto di committenti privati, sia per conto di committenti pubblici.

Sono definiti criteri di verifica generali, ma omogenei al fine di dare ragionevole fiducia sulle capacità del sistema qualità dell'azienda in certificazione e certificata di governare le caratteristiche del servizio e dei prodotti offerti (sede, cantieri e beni realizzati).

Data l'importanza del nuovo sistema di qualificazione per il settore delle opere pubbliche, di cui all'art. 8 della Legge "Merloni Ter" e relativo Regolamento applicativo, nel presente documento vengono riassunte anche le disposizioni per ottimizzare la descrizione delle attività dell'oggetto dei certificati ISO 9001/2, ai fini della eventuale applicazione nell'ambito delle valutazioni di competenza delle SOA.

A)Attività oggetto del Certificato

L'oggetto del Certificato ISO 9001/2 deve fare riferimento solo e unicamente a tipologie d'opera su cui l'azienda sta operando, o è in grado di dimostrare di aver correttamente operato in passato, secondo le regole che seguono.

A.1) L'oggetto del certificato deve fare riferimento alle attività svolte scegliendo tra le seguenti principali dizioni:

1.progettazione e costruzione (*)

2.costruzione (*)

3.installazione

4.manutenzione

5.ristrutturazione

(*) Per costruzione si intendono le attività di realizzazione delle opere svolte in sito (cantiere), direttamente da parte dell'impresa responsabile della realizzazione o, nel caso di subappalto, da questa direttamente controllate tramite presenza del proprio personale in sito.

Il termine "costruzione" può essere sostituito dal termine "esecuzione" se tale dizione può essere utile per chiarire meglio la tipologia della attività.

 

A.2) Le attività indicate in (A.1) devono essere correlate alla tipologia di opere utilizzando le denominazioni delle Categorie (Generali o Speciali) secondo il Regolamento di cui all'art. 8 della Legge "Merloni Ter".

Le categorie cui l'oggetto del certificato fa riferimento devono comunque essere congruenti con quanto specificatamente richiesto dalla azienda.

Qualora necessario, tali denominazioni potranno essere integrate da descrizioni specifiche di opere elementari purché coerenti con la Categoria oggetto della certificazione.

B) Modalità di esecuzione della valutazione

B.1) Evidenze oggettive essenziali richieste alle Imprese da certificare:

  • Effettuazione completata di visite ispettive interne, ovviamente comprensive anche di attività di cantiere
  • Effettuazione di Riesame della Direzione
  • Esistenza di Piani Qualità per tutte le commesse avviate dopo l'introduzione del Sistema Qualità. I piani Qualità avranno un grado di approfondimento correlato alla rilevanza economica e tecnica della commessa; per lavori ricorrenti i piani potranno contenere documenti standard, o documenti per lavorazioni specifiche.

Il piano dei controlli è l'elemento più significativo del piano della qualità e presuppone l'analisi dettagliata delle fasi operative.

Per lavori elementari e contenuti possono essere predisposti solo i piani di fabbricazione e controllo.

  • Esistenza di Piani Qualità a finire in un numero di commesse/cantieri, tale da consentire all'Organismo di certificazione di valutare che tutte le fasi del processo costruttivo abbiano avuto una implementazione del Sistema Qualità (vedi punto B.2)
  • Il piano di Qualità di Commessa deve descrivere tra l'altro le risorse utilizzate nella commessa; per quanto riguarda il personale, esse devono essere coerenti con le eventuali richieste cogenti (per es. Merloni Ter); per lavori specifici dovranno essere evidenziate risorse tecniche congruenti.
  • L'impresa va certificata con riferimento alla norma ISO 9001 quando è responsabile del progetto, sia che lo esegua direttamente o ne controlli l'esecuzione esterna, o comunque non lo riceve né dal committente né dai clienti (attività immobiliare); in entrambi i casi l'impresa mantiene la responsabilità delle attività di coordinamento e controllo della progettazione, da condursi con personale di adeguata professionalità.
  • Il Piano di Qualità e/o il Manuale di Qualità deve specificare come si controllano i subappalti o le subforniture.
  • Le Imprese devono avere a disposizione le leggi, le normative, le regole tecniche dei settori di competenza e devono dimostrarne la conoscenza, oltre che applicarle.
  • Il Piano della Qualità dovrebbe prevedere, ove del caso, l'elenco delle apparecchiature di misura adeguate alle necessità del cantiere.

 

B.2) Verifiche da effettuare

Si conviene che le categorie generali di cui alla legge Merloni-Ter, ai soli fini della scelta dei cantieri da sottoporre a verifica, siano raggruppabili nelle seguenti 5 Macrofamiglie di Categorie:

  1. OG1 + OG2 (opere edili)
  2. OG3 + OG4 (opere infrastrutturali di trasporto)
  3. OG5+ OG6 + OG7 + OG8 (opere idrauliche)
  4. OG9 + OG10 + OG11(opere impiantistiche)
  5. OG12 + OG13 (opere di riqualificazione ambientale)

 

Si conviene per ora di non prevedere raggruppamenti di categorie speciali.

I criteri di verifica e la numerosità dei cantieri da sottoporre a verifica ispettiva sono stabiliti in base ai seguenti criteri:

Prima valutazione:

Devono essere soddisfatte contemporaneamente le seguenti condizioni:

  1. Deve essere verificata l'applicazione di tutti i requisiti di norma;
  2. L'attività di verifica deve essere effettuata in sede e in cantiere; i tempi di verifica devono essere calcolati sulla base della tabella Annex II della Guida EA/7-01, considerando l'organico complessivo dei lavoratori dell'azienda (sede + cantieri).

Tali tempi verranno incrementati in funzione del numero dei cantieri aperti al momento della certificazione e della loro complessità (es. cantieri con numerose attività appaltate).

  • In particolare deve essere verificato almeno un cantiere per ciascuna Macrofamiglia o Categoria Speciale, di cui al precedente paragrafo B.2).
  • Sul numero totale dei cantieri vengono applicati i criteri previsti al Par. 4.2 dell’Annex III (Multisite Certification) alla Guida EA/7-01.

Sorveglianza:

  1. Nell'arco di validità del certificato (3 anni) devono essere verificati cantieri in ogni Macrofamiglia o Categoria Speciale, applicando al n° totale dei cantieri, la regola prevista per le sorveglianze, dall'Annex III (Multisite Certification) alla Guida EA/7-01 Par. 4.2.

NOTA: per uno soltanto dei cantieri oggetto di verifica potranno essere considerate valide le registrazioni gestite in regime della qualità, purché le attività non siano concluse da oltre un anno.

 

B.3) Requisiti specifici per le imprese edili:

  • Prefabbricazione a piè d'opera: i controlli iniziali, durante la produzione, finali devono essere documentati e condotti secondo procedure documentate per le lavorazioni ripetitive e, negli altri casi, dettagliati nel Piano qualità di commessa.
  • Le procedure devono prevedere il rispetto delle leggi vigenti.
  • Produzione calcestruzzo in cantiere: vale quanto sopra detto.
  • Prodotti acquistati sul mercato: per i prodotti critici occorre che l’impresa si rifornisca possibilmente da fornitori certificati e che comunque verifichi l'esistenza dei certificati di conformità richiesti dalle leggi vigenti.

Si elencano, a titolo esemplificativo e non limitativo, alcuni componenti strutturali da considerarsi critici:

* ferro d'armatura (acciaio lento e/o da precompresso);

* calcestruzzo preconfezionato;

* blocchi in calcestruzzo e/o in laterizio;

* manufatti strutturali prefabbricati (in calcestruzzo, in acciaio, altri)

Per gli altri prodotti dovrà stabilire con le modalità più opportune quali controlli effettuare in accettazione.

Quindi, così come scritto nel precedente numero: e’ auspicabile che il Sistema Qualità sia una scelta consapevole e convinta dell’impresa. Solo così può rappresentare uno strumento importante di razionalizzazione delle attività, di crescita degli addetti e di tutta l’organizzazione.

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