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Com'è cambiata la Formazione, anche in Italia
Non è facile scrivere di formazione, di fronte alla grande quantità
di pagine disponibili sul tema, pagine che descrivono le novità, gli
ultimi metodi e i fatti formativi. Tutto questo, letto in positivo,
significa che la tensione verso la formazione, anzi le formazioni, aumenta
come aumentano gli interessi di varia natura a realizzare corsi, a sviluppare
interventi formativi un po' in tutte le organizzazioni (anche se spesso,
come del resto accade in molti altri campi, il "parlato" è molto più
ricco di quanto effettivamente "agito"). La formazione è un'esperienza
d'apprendimento, una delle molte, una delle possibili nell'età adulta;
essa, a differenza di altre, è un'attività finalizzata prioritariamente
a produrre apprendimento; è quindi un processo organizzativo che si
intreccia con il più ampio e articolato processo di gestione delle persone
che operano in una organizzazione.
L'organizzazione, qualsiasi essa sia, apprende tramite i suoi attori.
Le organizzazioni crescono e si sviluppano se si sviluppano i loro attori.
La formazione rappresenta così un punto d'incontro fra le potenzialità
e i bisogni dell'individuo e le potenzialità e i bisogni dell'organizzazione,
fra il sapere individuale, e il saper fare organizzativo.
L'obiettivo della formazione è quindi il sapere, in termini di promozione,
diffusione, aggiornamento e sviluppo per tutti coloro che operano nell'impresa.
Questo obiettivo è oggi perseguito con un'attività sempre più continua
perché le organizzazioni hanno sempre più bisogno di migliorare il proprio
livello di competenza. Se un tempo, anche non lontano, era possibile
tenere separati il momento dell'apprendimento (la scuola), da quello
del lavoro (la fabbrica, l'ufficio), quasi fossero due grandi scansioni
biologiche della vita dell'individuo, oggi questo non è più possibile.
Nessuno, neanche chi si presenta al lavoro con il più ricco curriculum
scolastico, riesce a vivere per più di qualche anno dell'eredità che
la scuola gli lascia in termini di preparazione professionale.
Questo significa che, anche durante la vita di lavoro, non si può smettere
di "continuare" ad imparare.
Oggi e ancor più domani i tempi dell'apprendere e del lavorare non possono
più restare separati ma in parte si devono sovrapporre. Il tempo per
apprendere, inoltre, deve servire soprattutto ad imparare e ad imparare
a lavorare; il tempo del lavoro deve diventare sempre più anche un tempo
di apprendimento delle conoscenze e delle capacità nuove e diverse,
necessarie per mantenersi aggiornati e contribuire sia al proprio sviluppo
individuale, sia alla competitività dell'organizzazione di appartenenza.
L'attuale logica economica impone infatti di continuare ad investire
sulle persone in modo da garantire un processo di istruzione e formazione
che continui per tutta la vita lavorativa. In Italia, il Protocollo
sulla Politica dei redditi e dell'occupazione del luglio 1993 riconosce
che le parti (Governo, Imprese, Sindacati) condividono l'obiettivo di
una modernizzazione e riqualificazione dell'istruzione e dei sistemi
formativi, finalizzati all'arricchimento delle competenze di base e
professionali e al miglioramento della competitività del sistema produttivo
e della qualità dei servizi.
Le organizzazioni apprendono quando i singoli e i gruppi acquisiscono
nuove competenze e concretizzano, nei risultati, azioni che derivano
dall'apprendimento. Per realizzare "apprendimento" nelle organizzazioni
occorre, quindi, sviluppare capacità e conoscenze che devono però essere
condivise; si devono creare infatti le condizioni favorevoli per realizzare
un collegamento organico e non casuale fra apprendimento individuale
e trasferimento al gruppo e all'organizzazione (c.d. learning organization).
Per la sopravvivenza dell'organizzazione occorre altresì che le competenze
rimangano e si rinnovino all'interno della stessa, anche quando le persone
cambiano. La formazione è quindi un'attività, finalizzata prioritariamente
e strategicamente a distribuire apprendimento nell'organizzazione, creando,
occasioni e luoghi favorevoli alla relazione, allo scambio, al confronto,
allo studio.
Formazione delle persone e addestramento ai bisogni delle organizzazioni
sono quindi, sempre di più, attività fisiologiche, necessarie a sostenere
lo sviluppo dei singoli e dell'impresa, che devono essere fatte durante
tutta la vita aziendale delle persone, in occasione dell'ingresso come
della crescita professionale, dei passaggi di carriera e nei cambiamenti
organizzativi.
Ma come si realizzano gli interventi formativi? Nella comune
percezione, la formazione evoca in concreto la formula dei "corsi
in aula" ovvero una "struttura educativa" definita da obiettivi,
contenuti, metodi, materiali, tempi, luogo, docenti e partecipanti.
Si tratta di una struttura che in larga misura corrisponde, nei suoi
elementi essenziali, alla più generale struttura educativa tipica della
Scuola.
Nel tempo tuttavia il tradizionale corso d'aula ha visto, un
forte sviluppo di altri canali di comunicazione-apprendimento più attivi
e coinvolgenti (studi di casi, progetti di gruppo, simulazioni di situazioni
reali ecc.). Pertanto, ai diversi aspetti delle capacità manageriali,
sempre più e meglio, si fanno corrispondere metodi didattici diversi
che possano concorrere a realizzare ciascun specifico obiettivo formativo.
Si sono pertanto sviluppati nuovi metodi didattici che recuperano gli
aspetti di concretezza propri dell'esperienza diretta, in coerenza con
gli stili di apprendimento più orientati alla sperimentazione e alla
pratica operativa. In particolare, partendo da esperienze teorizzate
e sperimentate negli USA già negli anni '70, si è andato affermando
un metodo pedagogico - l'action learning - promuovendo il collegamento
stretto fra il processo di apprendimento individuale e i cambiamenti
organizzativi. In sintesi si può dire: la nuova frontiera della formazione
sta orientandosi quindi, da una funzione episodica, ad una formazione
a programma (continua, sistematica, centrata nei soggetti oltre che
nell'organizzazione). Si stanno superando i "limiti dell'aula" alla
ricerca di una maggiore integrazione fra formazione e lavoro quotidiano.
Le nuove tecnologie multimediali e interattive rendono possibile un
maggior disimpegno dei vincoli di aula e di tempo, la possibilità di
raggiungere grandi quantità d'utenti ed anche la personalizzazione dei
percorsi formativi. Si propongono così nuove metodologie e nuove tecniche
didattiche più funzionali, coerenti ed efficaci. In questo nuovo scenario,
la formazione professionale si concentra ancor più su un profilo di
ricerca, progetti, facilitazione dei processi di apprendimento, per
costruire sul campo occasioni continue di miglioramento, capitalizzazione
e diffusione delle competenze. Per avere un altro elemento su cui ripensare
la "formazione" si consiglia: www.eformanager.com
[Formazione]
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