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Le Aziende Rete
E' questo l'argomento del momento, è cioè la concezione di un nuovo modo
di vedere l'azienda e un nuovo modo di sfruttare Internet. Tutto questo,
è bene dirlo subito, è nuovo solo per l'Italia, infatti in America (patria
naturale di Internet) veri trattati sul concetto di Azienda-rete, possono
esser fatti risalire almeno fino a cinque anni fa.
Tuttavia proviamo a fornire qualche elemento utile per capirne di più.
Innanzitutto il concetto di Azienda rete: è questo un processo che ha
già preso campo e inesorabilmente tutte le aziende che vogliano rimanere
efficienti e vitali dovranno adeguarsi immediatamente, "reinventandosi"
con Internet. E' il concetto di "impresa post-fordista, dove mutano le
tecnologie, i processi di lavoro, la struttura del mercato (che diventa
globale), la natura e le funzioni dei gruppi sociali e delle comunità
politiche, il ruolo del lavoro nella vita di individui e gruppi". Questo
in parole povere vuol dire: strutture aziendali autonome con core business
diversi, unite da progetti comuni, dove Internet rappresenta il naturale
humus per potersi sviluppare. Questo grazie alla possibilità di scambiare
informazioni in modo immediato senza spostare niente di fisico. Penso
che questo sia sicuramente la forma dell'azienda del futuro molto prossimo
e questa è la conformazione delle strutture che sopravviveranno agli scossoni
della New economy. Quindi, questa dovrebbe essere l'organizzazione del
lavoro di domani.
Ma sostanzialmente cosa vuol dire?
Vuol dire concepire il centro della nuova rete-azienda-rete composto da
poche persone che condividono la vision aziendale e definiscono degli
standard, mentre il resto dell'organizzazione si organizza a forma di
rete, provvede a definire le modalità di sviluppo e di ottenimento dei
risultati. Ci saranno team di lavoro organizzati per progetto, non necessariamente
composti da persone appartenenti a titolo definitivo all'organizzazione
aziendale, ci potranno essere free-lance, altre società, altre strutture
dai contorni meno definiti. Tutta questa rete circonderà il nucleo dell'azienda,
e sarà utilizzata, sviluppata e gestita attraverso la Rete.
Quindi, l'evoluzione è rivolta verso una rete di persone, che lavorano
per/con una azienda, attraverso una Rete. Qualcuno potrebbe dire che
in fondo il subappalto o i rapporti di collaborazione esistono da tempo,
ma questo è un concetto rivoluzionario nella sua semplicità: le aziende
non avranno più la forma che hanno ora, somiglieranno sempre più a delle
reti-holding che sviluppano collaborazioni più o meno temporanee per diversi
progetti. Nasceranno alleanze, partnership, sinergie.
La rete sarà interna ed esterna: all'interno ci saranno diverse
business unit che contribuiranno in maniere e tempi diversi al raggiungimento
degli obiettivi, seguendo gli standard dettati dal "centro". All'esterno
ci saranno altre aziende organizzate nella stessa maniera che metteranno
in comune di volta in volta diverse business unit o singoli professionisti.
L'annullamento della distanza fisica è oramai stato portato dal Web ai
sui massimi livelli, il concetto di "real time" nello scambio di informazioni
e dati ha trovato realizzazione, nonostante siamo solo agli albori di
una trasformazione ben più grande, una trasformazione che oltre a cambiare
il modo di comunicare e fare marketing, come si sente dire spesso, sta
cominciando a modificare profondamente anche il modo di essere degli individui,
delle comunità. Internet è comunicazione e quindi marketing, business,
tecnologia, ma anche un evento socio-demografico di portata epocale.
Il ruolo del centro in questa riorganizzazione radicale sarà importantissimo:
dovrà occuparsi di condividere con gli altri la visione strategica di
base (e la comunicazione dovrà essere quanto più puntuale e precisa possibile,
e contenere le premesse per lavorare insieme con un comune scopo). Dovrà
sviluppare l'infrastruttura comune di servizi amministrativi e organizzativi
che sostenga lo sviluppo del progetto nel modo più completo e professionale
possibile, e dovrà creare la rete di sinergie, partnership e collaborazioni
più adeguate di volta in volta per ciascun progetto. Tutto questo dimenticando
di essere un centro, ossia non accentrando, ma delegando, non facendo
riunioni fiume, ma dando brevi e concise visioni strategiche, in una parola,
fidandosi del resto della rete-azienda-rete! Non è un compito facile,
soprattutto con riferimento all'ultimo punto, e di conseguenza la parte
più critica dell'intero processo di riorganizzazione aziendale verso la
rete-azienda-rete sarà costituito dalla sua capacità di creare "feeling",
opposto alla volontà di fagocitare altre realtà e costringerle a lavorare
insieme.
Le decisioni strategiche del centro, in particolare, riguarderanno
le persone, i soldi e le "invasioni", come in qualunque gioco di strategia
che si rispetti: le persone che lo compongono dovranno decidere con chi
lavorare (le persone), come suddividere gli investimenti per raggiungere
l'obiettivo (i soldi) e infine come gestire le eventuali invasioni, ossia
i conflitti che naturalmente possono originarsi in qualunque tipo di lavoro
di staff. Oltre a questo il centro non si dovrebbe occupare di altro,
ma delegare pesantemente alla "periferia" o meglio agli altri atomi orbitanti.
Dunque il concetto di azienda rete può andare dalla holding multinazionale
che raccoglie sotto di sé numerose business units, fino alla piccola rete
di professionisti che si integrano fra loro con attività complementari.
Oppure all'azienda che si concentra sul suo core business e si colloca
in una value chain di cui fa parte la rete di aziende ad essa pertinenti.
In Italia il concetto di azienda rete è stato teorizzato da Federico Butera
(Il castello e la rete, Angeli, 1990), ed è stato realizzato fra i primi
da Benetton (materie prime in Argentina, produzione in Asia, distribuzione
in franchising). Quindi non si tratta di vedere se la rete è buona o cattiva.
La rete c'è e ci sarà sempre più. Chi non sarà nodo di rete morirà di
inedia. La sfida quindi è diventare nodi ed estendere ramificazioni per
incontrarsi e intrecciarsi con altri nodi. Che è poi quello che fanno
i neuroni nel nostro cervello.
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