Notiziario Gemini Europa - Dicembre 2000


Forse non tutti sanno che


Vendite online senza obbligo di fatturazione
Arriva la moneta elettronica per acquisti sicuri
Deutsche Bank si riorganizza in due sole divisioni



Vendite online senza obbligo di fatturazione

Internet avanza, si migliora. In questi giorni si parla di nuovi suffissi, nuovi domini, che andranno ad arricchire la già numerosa tribù di Internet. Tutto questo può anzi deve far riflettere su una cosa: il progresso non si ferma e non lo si può combattere, non conviene.
Bisogna quindi adeguarsi, reinventarsi sfruttando le possibilità che questa evoluzione epocale sta’ inserendo a ritmi velocissimi. Un esempio di come si modifichino le modalità di lavoro è il nuovo emendamento al Collegato fiscale, introdotto dalla Commissione Finanza della Camera, per incentivare lo sviluppo del commercio online.

Se l'articolo 82, comma 1 bis del disegno di legge sarà definitivamente approvato, le transazioni commerciali su Internet potranno svolgersi con esonero totale degli obblighi di fatturazione. A una condizione: che tali transazioni siano regolate dall'intervento di intermediari abilitati. Al momento del pagamento, perciò, effettuato dal cliente con carta di credito o attraverso un ufficio postale, non dovrà essere rilasciata alcuna documentazione, ma sarà sufficiente annotare il corrispettivo ricevuto sui registri.

L'agevolazione non è invece prevista nel caso di cessione di beni virtuali e prestazioni di servizi. In questi casi, infatti, non è ammessa alcuna deroga, e l'operatore dovrà fatturare ogni movimento per via telematica. (21 settembre 2000)

Dal Collegato fiscale alla Finanziaria 2000. - Emendamento Commissione Finanza Camera.

Articolo 82.
(Semplificazione degli adempimenti contabili).

1. Qualora intervengano, dopo l'entrata in vigore dei regolamenti previsti dall'articolo 3, comma 136, della legge 23 dicembre 1996, n.662 [1], nuove disposizioni legislative che regolino le materie ivi disciplinate, a meno che la legge sopravvenuta non lo escluda espressamente, possono essere emanati comunque ulteriori regolamenti ai sensi e per gli effetti del predetto articolo 3, comma 136, della citata legge n.662 del 1996. 1-bis. Fra gli adempimenti contabili e formali dei contribuenti di cui al citato comma 136, dell’articolo 3, della legge 662 del 1996, sono inclusi anche quelli relativi alla effettuazione di transazioni di commercio elettronico aventi ad oggetto beni o servizi regolati con l’intervento di intermediari finanziari abilitati [2], con particolare riferimento alla semplificazione degli obblighi documentali, a tal fine potendosi prevedere la non obbligatorietà dell’emissione di fattura in presenza di idonea documentazione.



Arriva la moneta elettronica per acquisti sicuri

da Il Sole 24 Ore (Direttiva Ue/46-2000)
La direttiva è entrata in vigore il 27 ottobre 2000.

Sempre nella logica del miglioramento continuo (o per porre rimedio ai pericoli degli Hackers) la Comunità Europea il 18 settembre 2000, a Bruxelles, ha emanato una normativa che potremmo definire: verso l’e-commerce sicuro.

Questa normativa, scaturita dalle attuali difficoltà di concludere transazioni sicure, è un altro passo avanti verso un ottimale sistema di pagamento telematico: la moneta elettronica.
"Un surrogato elettronico di monete metalliche e banconote", lo definisce la direttiva, memorizzato su un dispositivo elettronico, come una carta a microprocessore o una memoria di elaboratore. Un titolo di credito digitale, firmato da una banca o da un istituto bancario, che contiene la promessa di pagare il valore nominale della moneta. L'emissione della moneta, e la sua circolazione online, dipenderanno dalle garanzie giuridiche di cui questo strumento, virtuale nella forma, ma concretissimo per ciò che rappresenta, sarà fornito. Prima di tutto in relazione ai rischi di credito, ma anche alla rapidità con la quale il nuovo sistema di pagamento sarà emesso e riconosciuto valido. La direttiva si indirizza, in primo luogo, agli istituti di moneta elettronica. Vale a dire, a tutti gli istituti di credito, legittimati a emettere mezzi di pagamenti in forma di moneta elettronica, fatta eccezione per gli uffici di conto corrente postale e le banche centrali dei vari stati membri.
L'obiettivo è quello di armonizzare la vigilanza e assicurare una "prudente operatività". Sarà essenziale, perciò, che gli istituti di moneta elettronica predispongano strutture interne commisurate ai rischi finanziari e non finanziari ai quali sono esposti. Per contenere tali rischi, la direttiva dispone per gli istituti di moneta elettronica un regime prudenziale più specifico, requisiti di capitale iniziale patrimoniali ridotti.

Gli Stati membri dovranno, a questo punto, emanare tutte le disposizioni necessarie per conformarsi alla direttiva. Che fissa come termine ultimo di adeguamento il 27 aprile 2002. (27 ottobre 2000).

Testo integrale della Normativa:
DIRETTIVA 2000/46/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 18 settembre 2000 riguardante l'avvio, l'esercizio e la vigilanza prudenziale dell'attività degli istituti di moneta elettronica

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Deutsche Bank si riorganizza in due sole divisioni
(Estratto: Il Sole 24 Ore online)

Internet avanza, si diceva nel primo articolo, aumentano le applicazioni, le possibilità di sviluppo e questo visto dalla parte dell’azienda significa una cosa estremamente semplice importante: la rivoluzione epocale a cui stiamo assistendo non risparmia nessuno; né grandi né piccoli. La migliore conferma arriva dalla scelta strategica della Deutsche Bank, che punta decisamente su Internet per migliorarsi ed essere in grado di soddisfare le attese dei clienti.

Il gruppo creditizio tedesco semplifica la struttura, che attualmente comprende cinque unità, e punta sull'e-commerce.

Deutsche Bank prima banca privata tedesca e primo istituto estero in Italia, ha annunciato un piano di ristrutturazione delle attività che porterà dal primo febbraio 2001 alla riorganizzazione del gruppo in due sole divisioni. I due segmenti di attività saranno rispettivamente imprese-clienti istituzionali e gestione patrimoniale-clientela privata.
La prima divisione, imprese-clientela istituzionale, comprenderà i settori imprese, banca d'investimento, istituzioni finanziarie e immobiliari. L'obiettivo della divisione - precisa Deutsche Bank in una nota - sarà quello di conquistare nuovi segmenti di clientela e aumentare i proventi da commissioni.
Alla seconda divisione faranno capo la gestione patrimoniale e la clientela privata, compreso il retail banking, con l'intento tra l'altro di sviluppare velocemente le attività di e-commerce e di trovare nuove forme d’investimento. «In questo modo - sottolinea Deutsche Bank - creeremo una piattaforma globale avanzata per la commercializzazione dei prodotti finanziari» e per la gestione di attivi e beni.

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